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delineati
come particolarmente importanti il Sotto-Programma n. 6 sulle
"Riserve della Biosfera" e quello n. 11 sugli "Ecosistemi
Urbani" (cfr. Rapporto Italiano MAB 1990).
Il Programma ha avuto in questi anni varie evoluzioni:
(i) l'articolazione in "Reti Regionali": in particolare nel
1987 si è avviata la Rete Regionale Europea (comprendente
anche USA e Canada) dell'EUROMAB che ha tenuto il primo Meeting/Congresso
a Strasburgo, Fr. (1987) e successivamente ogni due anni nei
vari Paesi della Rete, di cui l'ultimo (2000) a Cambridge
nel Regno Unito;
(ii) la progressiva centratura del Programma sul "Programma
Tematico" delle "Riserve della Biosfera" e relativa "conservazione/gestione
strategica" sulla "biodiversità" (anche per effetto della
Convenzione di Rio, 1992 sulla "biodiversità" e "sviluppo
sostenibile") con ampliamento e potenziamento della relativa
Rete Internazionale delle Riserve della Biosfera MAB;
(iii) la proclamazione ed adesione alla "Strategia di Siviglia"
(1995) per l'istituzione e gestione delle Riserve della Biosfera
MAB attuali e future conforme alle indicazioni della Conferenza
di Rio (1992) e alla relativa "Agenda 21" per lo"sviluppo
sostenibile".
L'Italia
ha fin dagli inizi assunto all'interno di tale Programma,
e mantenuto per tutti gli anni '70 fino agli inizi degli anni
'80, un ruolo particolarmente attivo e di rilievo Internazionale,
distinguendosi per le sue numerose iniziative volte a sviluppare
il Programma a livello sia Nazionale che Internazionale, con
una attenzione particolare per i Sotto-Programmi n. 6 sulle
"Riserve della Biosfera" e per quelli n. 11 sugli "Ecosistemi
Urbani" (grazie anche alle molteplici attività promosse in
quegli anni in questo senso dall'ecologo vegetale Valerio
Giacomini).
Nel corso
degli anni '70 , prima tra i paesi UNESCO, l'Italia ha proceduto
a:
costituzione a livello nazionale della prima "Commissione
per il Programma MAB" presso il C.N.R. e conseguente promozione
tramite questa di varie iniziative ed attività scientifiche
per lo sviluppo del Programma e dei suoi obittivi "politico-scientifici"
a livello Nazionale ed Intenazionale, quali in particolare:
istituzione in Italia dei primi "siti MAB-UNESCO",
denominati "Riserve della Biosfera MAB", per formare quella
Rete Internazionale che si andava allora costituendo in proposito,
secondo il "Sotto-Programma MAB n. 6" all'interno del Programma
MAB e che attualmente annovera circa 400 siti in tutto il
mondo: Riserva della Biosfera del Parco del Circeo, anno 1997;
Riserva della Biosfera di Collemeluccio-Montedimezzo, anno
1997; Riserva della Biosfera di Miramare anno 1979: cfr. Rapporto
Annuale di Attività Commissione MAB/CNR 1998.
Avvio, nel 1978, (sotto il coordinamento
di V. Giacomini) all'interno del Sottoprogramma n. 11 su "Ecosistemi
Urbani" dell'importante Progetto di Ecologia Urbana applicata
alla città di Roma, denominato "Progetto MAB-Roma, che è subito
diventato uno dei principali Progetti-Guida, a livello internazionale,
per l'intero Programma MAB.
Mentre
nel corso degli anni '90 il Programma Internazionale ha progressivamente
attenuato il proprio interesse per gli "ecosistemi urbani",
seguendo le necessità di "concentrazione" del Programma (centrandosi
quindi pressoché esclusivamente sulle Riserve della Biosfera
e sulle necessità di una loro "Revisione Periodica" sulla
base della "Strategia di Siviglia", a partire dalla fine degli
anni '90 ha iniziato a riemergere un nuovo specifico interesse
per le "Riserve della Biosfera Urbane e Peri-urbane", proposta
in sede internazionale dall'Italia alla EURO-MAB di Minsk
(Bielorussia), 1998, ed in sede nazionale al Convegno di Rima,
organizzato dal Comune di Roma su "Rio+5" nel 1997.
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