COALIZIONE INTERNAZIONALE DELLE CITTÀ INCLUSIVE E SOSTENIBILI

 

La Coalizione Internazionale delle Città Inclusive e Sostenibili (International Coalition of Inclusive and Sustainable Cities − ICCAR)   è un’iniziativa promossa dall’Unesco nel dicembre 2004 con l’obiettivo di costituire una rete di città interessate a scambiare esperienze allo scopo di migliorare le proprie politiche volte alla lotta contro il razzismo, la discriminazione, l’omofobia e l’esclusione sociale. L’Unesco ha avviato questo progetto in risposta all’appello della Conferenza mondiale di Durban del 2001, incentrata sulla lotta globale contro la discriminazione razziale, avendo individuato le  città come  spazio privilegiato per la concretizzazione di questi  intenti e per favorire la ratifica e l’applicazione negli Stati delle dichiarazioni, raccomandazioni e convenzioni internazionali, garantendo la rispondenza degli strumenti internazionali alle esigenze locali attraverso il coinvolgimento degli attori dei singoli Stati, comprese le vittime delle discriminazioni. Attraverso questa iniziativa l’UNESCO intende evidenziare il ruolo strategico delle autorità locali nell’ottica di creare sinergie dinamiche orientate ad attuare una lotta comune contro il razzismo e di assicurare che tutti i cittadini, senza differenza di nazionalità e di provenienza etnica, culturale, religiosa o sociale, possano vivere dignitosamente, in sicurezza e secondo giustizia.

ICCAR è una iniziativa sostenuta dall' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani-UNHCHR e dalle principali associazioni mondiali di città.

Tutti i Comuni che abbiano organismi democraticamente eletti e che condividano le finalità della rete possono fare richiesta di adesione secondo le modalità previste. Non è previsto un numero minimo di abitanti dei Comuni richiedenti.

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Allo scopo di tenere conto delle specificità e delle priorità di ciascuna regione del mondo, sono state create delle coalizioni regionali, ciascuna con il proprio programma d’azione, in Africa, Regione Araba, Asia e Pacifico, Europa, America Latina e Caraibi, Nord America. Ognuna di queste coalizioni regionali, coordinata da una città capofila, ha il proprio Piano d’azione in dieci punti composto da dieci impegni in svariate aree di competenza delle autorità cittadine quali l’educazione, l’abitazione, il lavoro e le attività culturali, per ciascuno dei quali ogni città firmataria della coalizione si impegna a realizzare almeno un’azione.

In Europa è attiva la European Coalition of Cities Against Racism-ECCAR,  costituita a Norimberga nel 2004 e con sede a Postdam, in Germania, che riunisce 135 comuni di 24 Paesi.

In Italia 8 città fanno parte della Coalizione delle Città contro il Razzismo:

- Santa Maria Capua Vetere

- Pescara

- Roma

- Firenze

- Campi Bisenzio

- Pianoro

- San Lazzaro di Savena

- Bologna

 

Il Comune di Bologna ha il ruolo di capofila della rete europea e nel 2016 ha ospitato il primo Meeting dell’ICCAR, in occasione del quale è stato inaugurato il Comitato di pilotaggio mondiale dell’ICCAR.  Nella stessa occasione è stata anche adottata la Dichiarazione di Bologna,  intesa a riaffermare la centralità dell’inclusione e della diversità negli spazi urbani, l’impegno a rendere le città sicure, resilienti e inclusive attraverso la realizzazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e la Nuova Agenda Urbana, la fondamentale importanza dell’uguaglianza di genere, della piena integrazione degli immigrati, della coesione sociale, dello sviluppo urbano partecipativo e inclusivo, con l’obiettivo finale di raggiungere pienamente una società multiculturale che non lasci nessuno indietro.