“DIVERSITÀ CULTURALE E BIODIVERSITÀ: LA QUESTIONE DEL CIBO” 21 MAGGIO 2021
“Diversità culturale e biodiversità: la questione del cibo” 21 maggio 2021

 

Il 21 maggio 2021, in occasione dell’UNESCO World Day for Cultural Diversity for Dialogue and Development e dello United Nations International Day for Biological Diversity, rispettivamente 21 e 22 maggio, le Università Roma Tre e Tor Vergata, il Ministero dell’Istruzione e la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO hanno promosso un Convegno internazionale dal titolo “Diversità culturale e biodiversità: la questione del cibo”.

Oggetto dell’incontro, la relazione tra diversità culturale e biodiversità partendo dalla tematica del cibo, inteso sia come espressione culturale che come fattore del cambiamento climatico.

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un videomessaggio ha ricordato come nella Giornata che l’UNESCO dedica alla diversità culturale come elemento fondante dello sviluppo e del dialogo sociale, le Nazioni Unite rilancino il tema fondamentale della diversità biologica. Garantire la diversità e la biodiversità è essenziale per la crescita di tutti, per la vita di tutti, perché diversità significa ricchezza della natura e quindi vita. Solo la diversità garantisce la possibilità di diventare complementari, solo il reciproco adattamento genera qualcosa di nuovo. Anche nella natura, la molteplicità delle situazioni dà la possibilità di far nascere nuova vita. Lo stesso discorso vale per il cibo, perché sono stati riscoperti cibi che sembravano perduti. Nella Giornata della diversità culturale e della biodiversità è giusto che il discorso ricada sul cibo, perché discutere di cibo vuol dire discutere di cultura, di pratiche quotidiane, di qualità e quindi di uguaglianza sostanziale e di vita. Niente è più educativo di discutere sulla nostra vita, sulla vita di tutti noi insieme.

Al Convegno ha partecipato anche il Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Enrico Vicenti, che nel suo intervento ha evidenziato come l’Unesco riservi grande attenzione al ruolo del cibo nella tutela e valorizzazione della biodiversità e della diversità culturale. Ne sono testimonianza sia l’iniziativa delle Città Creative per la Gastronomia, sia l’iscrizione di numerosi elementi di natura agroalimentare nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale, sia le reti dei Geoparchi e delle Riserve della Biosfera, che valorizzano le produzioni locali alimentari biologiche per la difesa della biodiversità. Il Segretario Generale ha ricordato anche la Dichiarazione di Parma, adottata dall’Unesco nel 2019 a conclusione del Forum mondiale su cibo e cultura, e le strategie innovative per lo sviluppo sostenibile, che considerano le differenti tradizioni alimentari fondamentali per la sostenibilità ambientale e dunque la biodiversità, ma anche i processi identitari delle comunità.

La Dieta Mediterranea, Patrimonio Culturale Immateriale Unesco dal 2010, costituisce un perfetto caso di studio sulla possibilità di salvaguardare congiuntamente le diversità biologica e culturale senza però necessariamente rinunciare all’innovazione.

Di fronte alla standardizzazione degli stati nazionali e poi ai processi di globalizzazione che spesso contribuiscono all’erosione delle diversità culturale e biologica l’Unesco promuove la comprensione e la tutela delle due come contributo alla realizzazione dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle NU sullo Sviluppo Sostenibile.