CRESCE IN ITALIA IL DIVARIO FORMATIVO TRA NORD E SUD. STABILE L’APPRENDIMENTO DELL’INGLESE, GENERALMENTE PIÙ SCARSI I RISULTATI IN ITALIANO E MATEMATICA. ECCO IL QUADRO FORNITO DALLE PROVE INVALSI 2021
Cresce in Italia il divario formativo tra Nord e Sud.  Stabile l’apprendimento dell’inglese, generalmente più scarsi i risultati in italiano e matematica. Ecco il quadro fornito dalle Prove INVALSI 2021

 

Le Prove INVALSI 2021 sono state le prime prove standardizzate svoltesi post pandemia, consentendo di misurare gli effetti della sospensione delle lezioni in presenza sugli apprendimenti di base (italiano, inglese e matematica).

La partecipazione è stata ampia, coinvolgendo oltre 1.100.000 allievi delle classi II e V della Scuola primaria, circa 530.000 studenti della III Secondaria di primo grado e circa 475.000 studenti dell’ultimo anno della Secondaria di secondo grado.

 

I risultati sono stati presentati il 14 luglio scorso al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), alla presenza del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

 

Rispetto al 2019, la scuola primaria è riuscita a garantire risultati analoghi in tutte le Regioni del Paese, pur riscontrando una differenza tra scuole e tra classi nelle Regioni meridionali, dove si è evidenziata una certa difficoltà a garantire uguali opportunità a tutti.

 

Complessivamente, per quanto riguarda l’italiano, si registra un leggero incremento degli allievi che si trovano ai livelli più alti. Buoni anche i risultati in inglese, sia nella prova di lettura che in quella di ascolto. Non altrettanto può dirsi per la matematica, in cui vi è stato un leggero calo del risultato medio complessivo rispetto al 2019 e una piccola riduzione del numero degli allievi che raggiungono risultati buoni o molto buoni.

 

I risultati della scuola secondaria di primo grado evidenziano maggiori criticità. Rispetto al 2019, per quanto riguarda italiano e matematica sono più bassi (italiano +5 punti percentuali rispetto sia al 2018 sia al 2019, matematica +5 punti percentuali rispetto al 2018 e +6 punti percentuali rispetto al 2019 ) mentre per l’inglese (sia listening, sia reading) sono stabili.

 

Le criticità sono ancora più evidenti per la scuola secondaria di secondo grado: rispetto al 2019, infatti, il calo è di circa 10 punti sia in italiano che in matematica (per l’inglese, anche in questo caso, i risultati sono stabili).

 

Cresce inoltre la frattura tra le Regioni, con percentuali molto elevate di allievi al di sotto del livello minimo nel Mezzogiorno, in particolare in Campania e Puglia.

In tutte le materie, poi, le perdite maggiori di apprendimento riguardano ragazzi che vivono in contesti socio-economici più svantaggiati.

 

La pandemia sembra avere accentuato anche il problema della dispersione scolastica. Dai dati censuari risulta che alcuni studenti, pur non essendo dispersi in senso formale, alla fine della scuola secondaria di secondo grado hanno competenze non dissimili da studenti che hanno abbandonato la scuola prima della maturità.

 

I lunghi periodi di sospensione delle lezioni per il Covid hanno, infine, evidenziato la funzione sociale della scuola sia nella dimensione relazionale (perché la scuola è indubbiamente una delle formazioni sociali più importanti in cui il ragazzo svolge la propria personalità) sia per il suo ruolo esclusivo di promozione del “benessere cognitivo”, cioè quel benessere psicologico complessivo che influisce positivamente sull’apprendimento.

 

Il Ministro Bianchi, durante il suo intervento, ha affermato che la scuola deve essere posta al centro di ogni proposta di rilancio e ricostruzione post pandemica.

Sul futuro della scuola e sul ruolo dell'edicazione per il rilancio post pandemia, la Commissione Italiana per l'UNESCO ha presentato già nel giugno dello scorso anno alcune riflessioni in 20 punti, consultabili qui.

 

 

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Immagine: INVALSI