DAL G20 AMBIENTE, CLIMA ED ENERGIA ALLA COP26 DI GLASGOW: SARÀ TRANSIZIONE DIGITALE E VERDE?
Dal G20 Ambiente, Clima ed Energia alla COP26 di Glasgow: sarà transizione digitale e verde?

 

Il Report Scientifico UNESCO, pubblicato lo scorso giugno, ha evidenziato la corsa di tutti i Paesi del mondo verso una doppia transizione, digitale e verde.

 

Durante il G20 Ambiente, Clima ed Energia appena conclusosi a Napoli, sono stati confermati i passi in avanti in questa direzione.

 

E’ stata infatti riconosciuta quella profonda interconnessione tra clima, ambiente ed energia per uno sviluppo sostenibile già posta al centro del Report Scientifico UNESCO da 70 Esperti di 52 Paesi del mondo.

 

Tuttavia, il documento finale del G20 ha anche evidenziato la profonda spaccatura politica, su clima ed energia, con Cina, India, Russia, che non hanno accettato di rimanere sotto la soglia di 1,5 gradi di riscaldamento globale entro il 2030 e di eliminare il carbone dalla produzione energetica entro il 2025.

 

Eppure, la crisi climatica è sempre più attuale e severa: tutti noi abbiamo davanti agli occhi gli incendi che stanno devastando la Sardegna e siamo consapevoli che, indipendentemente dalle cause che li hanno innescati, le modalità della loro propagazione sono dovute al cambiamento climatico e alla gestione dei boschi.

 

Altrettanto può dirsi per le grandinate che ieri hanno colpito le regioni del Nord Italia e hanno avuto il loro apice in Emilia, sulla autostrada A1, dove sono caduti chicchi di grandine dalle dimensioni di palline da tennis.

 

La situazione non è dissimile negli altri Paesi, con le inondazioni dei giorni scorsi in Germania e nella provincia di Henan (Cina centrale), con le ondate di calore che hanno provocato incendi su larga scala nel Canada occidentale e negli Stati Uniti, con la siccità che nel Mediterraneo Meridionale e in Medio Oriente è fonte di continui conflitti e migrazioni.

 

L’auspicio è, dunque, che i 100 giorni che ci separano dalla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, COP26, in agenda a Glasgow nel prossimo novembre, possano fare maturare ai 196 leader mondiali che vi parteciperanno scelte strategiche per contenere il riscaldamento del mondo.