“IL CITTADINO CONSAPEVOLE PUÒ INTERAGIRE PROFICUAMENTE PER FACILITARE L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI”: LA CONCLUSIONE DEL WEBINAR ORGANIZZATO DALLA COMMISSIONE NAZIONALE OLANDESE PER L'UNESCO IL 28 SETTEMBRE 2021
“Il cittadino consapevole può interagire proficuamente per facilitare l’adattamento ai cambiamenti climatici”: la conclusione del webinar organizzato dalla Commissione Nazionale Olandese per l'UNESCO il 28 settembre 2021

 

Si è svolto ieri l’interessante incontro online “Community Participation for Local Climate Adaptation”, organizzato dalla Commissione Nazionale Olandese per l’UNESCO.

 

Come sottolineato in apertura dalla Presidentessa della Commissione Nazionale Olandese per l’UNESCO, Kathleen Ferrier, nell’elaborare soluzioni in termini di adattamento al cambiamento climatico, il coinvolgimento della comunità locale si rivela fondamentale: l’imposizione dall’alto cede il passo a un approccio dal basso, che rende gli attori locali parte attiva del cambiamento, mirando a soluzioni sostenibili sul lungo periodo e frutto di decisioni assunte democraticamente.

 

“E’ necessario coinvolgere il cittadino nei processi decisionali riguardanti l’ambiente e i cambiamenti climatici attraverso un percorso umano e culturale”: le ha fatto eco la Professoressa Corinne Hofman, docente di Archeologia Caraibica all’Università di Leida, membro della Commissione Nazionale Olandese per l’UNESCO e moderatrice dell’incontro.

 

E’ innegabile il potenziale del patrimonio culturale, della cultura in senso ampio e del sapere tradizionale: come dimostrato dai 3 progetti presentati come best practice nel corso del webinar, si tratta di fattori che permettono di elaborare strategie di adattamento al cambiamento climatico ad hoc per il contesto di riferimento, oltre a fungere da volano nella mobilitazione dei soggetti del posto nel partecipare al tavolo delle decisioni.

 

Il primo progetto presentato, Nieuw Drassig Land, illustrato dall’architetta e designer Hanneke Stenfert, è applicato al tipico ambiente rurale olandese del Polder Nijbroek (il polder è un lotto di terreno erboso emergente dall’acqua tramite sistemi di dighe e canali), in cui patrimonio materiale e storia si intrecciano fornendo ispirazione agli abitanti per creare un ambiente resiliente ai cambiamenti climatici. Le strutture antiche già presenti, come la tipica forma del polder e la pompa aspirante, costituiscono le fondamenta di un approccio per costruire un sistema sicuro di gestione dell’acqua, creando al contempo un ambiente vivibile in cui la collaborazione degli esperti con le autorità e gli attori locali, in ottica di co-creazione, ha reso possibile un fruttuoso confronto tra le parti coinvolte, dando voce così ai vari interessi relativi alla gestione del paesaggio del sito.

 

Mercedes Leipoldt, Coordinatrice d’area di IJsselmonde, isoletta ricca di verde, parte della Città di Rotterdam, ha illustrato il secondo progetto: rendere “a prova di futuro” il parco Reyeroord+, trasformato in un vero e proprio laboratorio, in cui la creatività e le idee della popolazione sono all’opera per trasformarlo in modo sempre più in grado di resistere e adattarsi ai cambiamenti climatici. Un esempio la costruzione di coperture dove ripararsi in caso di piogge e alluvioni improvvise senza dover andare via dal parco.

 

Il terzo esperto, Francio Guadeloupe, Antropologo socio-culturale e Sociologo dello sviluppo dell’Università di Amsterdam, ha invece portato la sua esperienza di abitante di Saint Maarten, una delle 6 isole dei Caraibi facenti parte del Regno dei Paesi Bassi, dove si trovava il 6 settembre 2017, quando l’uragano Irma si abbatté portando grande devastazione. Guadeloupe ha messo l’accento sull’importanza della pratica delle arti performative, dello sport e della condivisone del cibo (prevalentemente cinese) per provare a risollevarsi e riprendere a vivere normalmente, grazie alla forza del gruppo e alle tradizioni condivise.

 

Infine, Nazanin Hedayati, Coordinatrice di Action Programme Spatial Design - Creative Industries Fund NL, programma che fornisce aiuti e sussidi ad autorità locali e regionali, coinvolgendo designer, architetti e pianificatori urbani per trovare soluzioni alle sfide di sostenibilità ambientale come l’adattamento climatico, ha spiegato come il design creativo, per essere veramente efficace, debba seguire il punto di vista dell’utilizzatore, e non quello dello sviluppatore. In altre parole, per creare oggetti utili e sostenibili, lo sviluppatore deve ascoltare le esigenze di chi quell’oggetto dovrà poi usarlo. In questo modo il design può diventare un efficace strumento di coesione sociale, partecipazione e collaborazione tra i soggetti portatori di interesse.

 

Immagine: il Progetto Nieuw Drassig Land (Commissione Nazionale Olandese per l'UNESCO)

 

 

29 settembre 2021