CONCLUSO IL SECONDO FORUM GLOBALE MEMORY OF THE WORLD: ALCUNI SPUNTI EMERSI
Concluso il Secondo Forum Globale Memory of the World: alcuni spunti emersi

 

Si è concluso il 22 settembre il Secondo Forum Globale sul Programma UNESCO Memory of the World, dedicato alla riduzione e alla gestione del rischio causato dai disastri, sia naturali che opera dell’uomo, per arrivare a una conservazione sostenibile del Patrimonio Documentario. Il Forum si è svolto in forma ibrida, con partecipazioni in presenza a Parigi e online da diversi Paesi del mondo: Giappone, Cina, Egitto, Australia, India, Italia…

 

Nella interessante due giorni, aperta da Tawfik Jelassi, Vice Direttore Generale UNESCO per la Comunicazione e l’Informazione, si è discusso di casi di Paesi che hanno avuto a che fare o con gravi calamità naturali come terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche, o con disastri causati dall’uomo, come per esempio esplosioni o rivolte sociali, e il loro conseguente, spesso devastante, impatto sulle istituzioni della memoria come Archivi, Biblioteche e Musei. Tutto ciò, all’ombra di un convitato di pietra: la pandemia da Covid-19, che ha causato rallentamenti nei processi di messa in sicurezza dei patrimoni documentari sia per le forzate chiusure, che per la crescente mancanza di fondi, spostati sulle esigenze connesse all’emergenza sanitaria.

 

Emblematici i racconti del terremoto e dello tsunami in Giappone nel marzo 2011, delle rivolte sociali in Egitto sempre nel 2011, dell’esplosione del porto di Beirut dell’agosto 2020 e del prezzo pagato (oltre che in preziose vite umane perdute) dal patrimonio documentario distrutto o gravemente danneggiato.

 

Nelle diapositive e nei filmati mostrati si è potuto vedere come le istituzioni preposte, sia locali che internazionali, hanno contribuito al recupero dei materiali.

 

Le associazioni internazionali hanno provveduto tramite il training e l’invio di personale preparato che aiutasse i locali nel restauro dei documenti a rischio.

 

Un esempio è il programma First Aid Resilience for Cultural Heritage in Times of Crises (FAR) dell’ICCROM (Centro Internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali), che tra il 2010 e il 2019 ha formato più di 800 soccorritori in 87 Paesi, tramite 8 corsi internazionali, e di cui ha parlato Aparna Tandon, dalla sede a Roma. Il FAR ha anche raggiunto 32 Paesi nel 2020, con interventi a cascata per aumentare le abilità locali.

 

Una proposta interessante per mettere in sicurezza i propri documenti, soprattutto in via preventiva, è quella del Data Embassy, di cui ha parlato David Fricker, Vice Presidente dell’International Advisory Committee Memory of the World (IAC/MoW) e Direttore Generale degli Archivi Nazionali Australiani. Nel 2017 l’Estonia ha stipulato un accordo con il Lussemburgo, in base alle norme della Convenzione di Vienna del 1961, affidandogli la conservazione dei suoi record, senza cederne tuttavia il controllo o la giurisdizione, semplicemente, li ha messi al sicuro in un altro Paese dopo averli digitalizzati, come in una sorta di grande backup, in un’Ambasciata della Memoria. Questo esempio ha generato l’interesse dei Paesi caraibici, a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’accresciuta virulenza degli uragani che li colpiscono.

 

Aspetto importantissimo della questione è quindi quello della digitalizzazione dei documenti, sia al fine di prevenirne la perdita, che per favorire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la transizione verde. Da non dimenticare soprattutto l’urgente passaggio su supporti digitali di cassette audio, videocassette, betamax e simili, la cui fruizione diventerà sempre più rara e difficile poiché ormai i riproduttori di tali materiali obsoleti stanno scomparendo. “Non si può rischiare di perdere importanti pezzi di memoria storica audio e video, bisogna agire per tempo”, ha detto Dietrich Schueller, dell’IAC/MoW, in un intervento davvero appassionato, il suo, conclusivo dell’ultimo panel del Forum.

 

Immagine: i National Archives of Curaçao, il cui progetto sulla protezione del notevole Patrimonio Documentario locale, tramite appositi accorgimenti costruttivi resistenti a potenziali eventi climatici avversi, è stato illustrato da Ornelio Martina, Ministro della Pianificazione e dei Servizi Pubblici del Governo di Curaçao.

 

30 settembre 2021