CONFERENZA GENERALE DELL'UNESCO, VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI BENEDETTO DELLA VEDOVA - 10 NOVEMBRE 2021
Conferenza Generale dell'UNESCO, video dell'intervento del Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova - 10 novembre 2021

 

 

Il mondo ha bisogno dell'UNESCO e dei suoi principi fondamentali a favore dei diritti umani e per fronteggiare le sfide epocali della transizione digitale e energetica in risposta all'emergenza ambientale in cui si trova l'umanità. Cultura, scienza, educazione, informazione e comunicazione giocano in questo un ruolo fondamentale, come emerso durante la presidenza italiana del G20. L'Italia candidata a entrare, dopo vent'anni di assenza, nel Comitato del Patrimonio Mondiale. Questo e altro nell'intervento del Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova durante la Conferenza Generale dell'UNESCO in corso a Parigi, che potete ascoltare in versione integrale a 2:33 ore del video.

 

Ecco i passaggi più rilevanti del suo discorso.

 

“Dopo più di un anno di pandemia globale, il primo meeting del G20 dei Ministri della Cultura, organizzato lo scorso luglio a Roma, è stato testimone di un livello di interazione senza precedenti tra cultura, cultura digitale e transizioni ambientali, le tre facce del mondo di oggi. Un mondo più frammentato e al tempo stesso più unito, che ha bisogno della cultura, dell’educazione, della comunicazione e della scienza per sanare le proprie ferite e riprendersi dalla pandemia; proprio come ha bisogno di affrontare le sfide ambientali, al centro dell’Agenda COP26 di Glasgow.

 

L’UNESCO è chiamata a fare la sua parte nella risposta multilaterale alle numerose crisi che stiamo affrontando, proprio come ha fatto recentemente per l’Afghanistan, ricordando l’importanza del rispetto del diritto all’educazione, soprattutto per donne e ragazze, la protezione del patrimonio culturale e la sicurezza dei giornalisti.

 

Inoltre, non c’è sostenibilità senza la scienza, in particolare la scienza di base, al cuore del Centro Internazionale per la Fisica Teorica dell’UNESCO di Trieste a partire dagli ultimi cinquanta anni. Come non possono esserci né vita né pace sostenibile senza acqua, come apprendiamo dai report annuali del World Water Assessment Programme, ospitato a Perugia. La scienza naturale e la cultura si incontrano al Regional Bureau for Science and Culture for Europe dell’UNESCO, nella sua sede di Venezia.

 

Noi potremo raggiungere la sostenibilità solo attraverso l’educazione e premiamo perciò l’azione dell’UNESCO di dare supporto agli insegnanti e agli alunni. Tutte le attività qui elencate costituiscono le molte ragioni per cui noi italiani siamo fieri di ospitare sul nostro suolo l’UNESCO e incarnano anche il modo multilaterale che l’Italia ha di continuare a essere una terra della e per la cultura. Il concetto mutevole di patrimonio naturale, culturale, tangibile, intangibile, digitale e virtuale rende i 58 siti italiani davvero proprietà del patrimonio mondiale.

 

Le transizioni digitali ci dicono molto su quanto questo concetto sia stato portato all’attenzione del mondo intero dalla Convenzione dell’UNESCO del 1972, la quale continua a dare i suoi frutti. Questo è il motivo per cui l’Italia è particolarmente onorata di ospitare a Firenze alla fine del 2022, in accordo e in stretta collaborazione con l’UNESCO, un evento di importanza internazionale per celebrare il cinquantesimo anniversario della Convezione del patrimonio mondiale culturale e naturale. Lo ospiteremo al fine di fare il punto sui risultati storici raggiunti, ma anche per identificare gli obiettivi che attendono la Convenzione nei prossimi cinquanta anni. Consideriamo la più importante sfida per la Convenzione il bisogno di rendere la lista del patrimonio mondiale più rappresentativa. Infatti l’Italia considera il patrimonio più come un’attività dinamica e da proteggere, nonché strumento unico per condividere la nostra conoscenza ed esperienza con gli altri Stati Parte. L’Unità Speciale dei Carabinieri per la Protezione del Patrimonio Culturale (Carabinieri Special Unit for the Protection of Cultural Heritage) è stata per mezzo secolo impegnata a combattere il traffico illecito e a recuperare la proprietà culturale sottratta, aprendo la strada all’istituzione dell’Italian United for Heritage Task Force. La Task Force è destinata a essere schierata all’estero in fluida coordinazione con e su invito dell’UNESCO, al fine di raggiungere come obiettivo quello di affrontare le minacce alle risorse culturali insostituibili, di proteggere e preservare il patrimonio culturale danneggiato, trafficato o messo in pericolo dai conflitti e dai disastri.

 

Durante la nostra presidenza del G20 abbiamo lanciato l’International Enviromental Experts Network of Earth dell’UNESCO, e l’Italia ha deciso di candidarsi per il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dopo un'assenza di venti anni: contiamo sul vostro supporto alle elezioni che avranno luogo fra due settimane durante la ventitreesima sessione dell’Assemblea Generale degli Stati Parte al Convegno del Patrimonio Mondiale”.

 

 

 

Aggiornato 16 novembre 2021