“NON C’È TEMPO DA PERDERE, NÉ SPAZIO PER L’EGOISMO. DOBBIAMO AGIRE INSIEME PER PROTEGGERE GLI OCEANI”: L’APPELLO LANCIATO ALLA CONFERENZA GENERALE UNESCO IL 17 NOVEMBRE 2021
“Non c’è tempo da perdere, né spazio per l’egoismo. Dobbiamo agire insieme per proteggere gli Oceani”: l’appello lanciato alla Conferenza Generale UNESCO il 17 novembre 2021

 

 

 

Si è tenuto lo scorso 17 novembre, nell'ambito della 41a sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO, l'evento di alto livello dedicato alla salvaguardia degli oceani, organizzato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa e dal Settore Culturale del Programma del Patrimonio Mondiale Marino dell’UNESCO.

 

 

All’incontro hanno partecipato eminenti personalità della politica mondiale: l’Ambasciatore e 71esimo Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU Peter Thomson, l’Oceanografo e Segretario esecutivo della Commissione Oceanografica Intergovernativa (IOC), Vladimir Ryabinin, il Vice Direttore Generale per la Cultura dell’UNESCO Ernesto Ottone, l’Amministratrice delegata della Seychelles Island Foundation Frauke Fleischer-Dogley, l’Amministratore delegato della Prince Albert II Foundation di Monaco Olivier Wenden e la Viceministra Presidente delle Fiandre Hilde Crevits.

 

 

Tutti hanno concordato sul fatto che ormai sia giunto il tempo di agire, che il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile stia fornendo una preziosa opportunità per mobilitarci e che non ci sia più spazio per l’egoismo e il profitto personale: è necessario invece collaborare.

 

 

Dai loro interventi è traspirato un forte impegno per il raggiungimento dell’Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile n. 14 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per indirizzarci verso l’economia blu sostenibile: elemento chiave per la sicurezza umana e per la salute degli oceani.

 

A tale proposito sono state evidenziate alcune delle lacune tuttora esistenti, prime fra tutte quella scientifica e quella economica, tra loro interconnesse, dato che senza una corretta implementazione delle risorse economiche non è possibile far avanzare la ricerca scientifica sugli oceani. Senza una conoscenza approfondita degli oceani, in particolare dei cinquanta siti integrati nella lista del Patrimonio Mondiale Marino, e del loro ecosistema, non è possibile stabilire il miglior approccio che ciascuno di essi necessita per essere protetto e gestito in base alla propria peculiarità.

 

 

Inoltre, è stato richiamato anche il sostegno della comunità internazionale e di quella civile, senza il quale non è possibile fermare il declino e lo sfruttamento degli oceani, preservare la biodiversità e tutti quegli habitat che costituiscono l'ambiente ideale di specie uniche.

 

In questa occasione è stata anche lanciata una “roadmap”, una “tabella di marcia” per un’educazione allo sviluppo sostenibile, frutto della collaborazione tra le due istituzioni organizzatrici dell’evento. Questa "roadmap" fornirà informazioni e dati scientifici sul cambiamento climatico, includendo anche le modalità di utilizzo di determinati target scientifici. L’auspicio è che possa far luce sul modo in cui dar vita a un oceano sostenibile e resiliente, sulla base della ricerca, delle osservazioni scientifiche e dei partenariati in atto. Infine, dovrà rappresentare anche uno strumento utile per le generazioni future.

 

 

 

19 novembre 2021