"DOPO LA CRISI LE PROMESSE DI FINANZIAMENTO DELLA RICERCA NON VANNO DIMENTICATE"

 

"Dopo la crisi le promesse di finanziamento della ricerca non vanno dimenticate" è quanto dichiarato dalla Direttrice Generale dell'UNESCO Audrey Azoulay sul Financial Times.

L'UNESCO lavora assiduamente al consolidamento di una comunità scientifica operante a livello globale per fronteggiare una crisi sanitaria che non conosce frontiere. Secondo i dati dell'Istituto di Statistica per l'UNESCO, gli investimenti in materia scientifica sono stabili o addirittura diminuiti nel corso degli ultimi dieci anni ad eccezione di alcuni paesi come il Brasile, l'Egitto, la Turchia e la Cina che nel 2017 hanno rappresentato il 36% dell'intera spesa per la ricerca scientifica a livello globale. Anche la scarsità di personale esperto è un problema: il prossimo Rapporto Scientifico dell'UNESCO, che monitora le tendenze nella governance scientifica, evidenzierà un forte calo dei laureati nelle materie scientifiche che perseguono carriere nel settore pubblico della ricerca in Asia centrale, Europa sud-orientale e Africa occidentale dovuto a salari mediocri, attrezzature obsolete e budget di ricerca irrisori.
L'UNESCO sta spingendo verso il rafforzamento di una "Scienza Aperta" tra i 193 stati membri, per la quale si intende anche proporre una raccomandazione delle Nazioni Unite, progetto che mira a rendere globale e condiviso l'accesso ai dati, le ricerche, le pubblicazioni scientifiche e le innovazioni tecnologiche. Il sostegno in favore di questa agenda è divenuto prioritario per gli stati membri dell'UNESCO, che ora stanno chiedendo all'unanimità di formare una coalizione internazionale per rispondere a pandemie, crisi ambientali e altre minacce globali. L'augurio finale è che questa pandemia possa funzionare da catalizzatore per il progresso, per maggiori investimenti e per il potenziamento della collaborazione scientifica a livello mondiale.