INTERVISTA DELL'UNESCO COURIER A YUVAL NOAH HARARI

 

«Quella del COVID-19 non è soltanto una crisi sanitaria, ma è anche il risultato di un'immane crisi politica ed economica». Così lo storico israeliano Yuval Noah Harari, autore di 21 lezioni per il XXI secolo e Homo deus. Breve storia del futuro, sintetizza in un'intervista all'UNESCO Courier le prospettive e gli scenari globali che dovremo aspettarci all'indomani delle crisi sanitaria del coronavirus. Scenari nei quali emerge come vi sarà un assoluto bisogno di cooperazione scientifica internazionale e di condivisione delle informazioni tra i paesi.

 

«Il più grande vantaggio sul virus è la nostra capacità di collaborare in maniera efficace», spiega lo storico. All'indomani della seconda guerra mondiale, l'UNESCO fu creata proprio per promuovere la cooperazione scientifica e intellettuale internazionale, attraverso la libera circolazione delle idee. Come evidenzia Harari, si tratta di una prospettiva ineludibile nell'ambito di una pandemia globale che, come ogni crisi, offre anche delle opportunità: «Un virus in Cina e un virus negli Stati Uniti non possono scambiarsi suggerimenti su come infettare gli umani. Ma la Cina molto può insegnare agli Stati Uniti sul coronavirus e sulle strategie per affrontarlo. Inoltre, la Cina può inviare esperti e strumentazione per aiutare direttamente gli USA, che a loro volta possono fare lo stesso con altre nazioni. Il virus non può fare niente di tutto ciò».