ADDIO ALLA MADRE DEL FAI: GIULIA MARIA CRESPI, UNA VITA DEDICATA ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO, PAESAGGISTICO E NATURALE

 

È scomparsa ieri a 97 anni, Giulia Maria Crespi, fondatrice e presidentessa onoraria del FAI (Fondo Ambiente Italiano), un National Trust tutto italiano, punto di riferimento per l’arte, la cultura, lo spettacolo e la difesa dell’ambiente. Istituito nel 1975, oggi il FAI conta 61 beni, di cui 30 aperti al pubblico, tra cui si annoverano Villa Gregoriana a Tivoli e il Negozio Olivetti a Venezia.

Dalla battaglia per il rinnovamento del Corriere della Sera all'impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, fino alle ultime riflessioni sulla pandemia e la convinzione che tutti dovremmo uscire da questa vicenda con un rapporto nuovo e diverso nei confronti della natura, M. G. Crespi ha stimolato la partecipazione di migliaia di italiani, imprenditori e semplici cittadini, a favore del recupero e della manutenzione del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese.

La sua città intanto pensa a come renderle omaggio perché l’eredità non venga perduta, intitolandole una via, un parco o magari un progetto ambientale. "La scomparsa di Giulia Maria Crespi priva Milano di uno dei punti di riferimento più precisi e consapevoli della sua recente vicenda storica. Giulia Maria è stata una lucida esponente di quella imprenditoria cui la nostra terra deve molto del suo sviluppo e della sua capacità di confronto con l'Europa. Il FAI, grazie a lei, è un modello per tutto il mondo di quella cura che il nostro Paese merita. Deve essere nostro impegno fare in modo che la sua lezione non vada perduta”, ha dichiarato il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Sono molti altri i personaggi istituzionali che in queste ore hanno espresso il proprio cordoglio. “Una grande donna italiana” così l’ha definita il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Franceschini, che ha espresso un sincero ringraziamento per l’impegno civile in difesa del paesaggio e del patrimonio storico-artistico dimostrato dalla Crespi in oltre 40 anni di attivismo. Tra gli altri che le hanno reso omaggio, Cesare de Seta ha ricordato che è per merito del FAI che la natura ha iniziato ad essere considerata in Italia un bene primario da tutelare al pari del patrimonio artistico e architettonico.