PATRIMONIO MONDIALE PER TUTTI, TRE ESEMPI DI ACCESSIBILITÀ ITALIANI: VALCAMONICA, DOLOMITI E PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO

 

L’accessibilità fisica, sensoriale e culturale del patrimonio è un tema molto sentito e dibattuto al giorno d’oggi per quanto concerne la possibilità di ogni fruitore, non solo diversamente abile, ma chiunque sia portatore di esigenze particolari come donne in gravidanza, bambini, genitori, anziani, persone con specifiche esigenze alimentari e così via, di accedere a quello che dovrebbe essere per definizione di tutti: il patrimonio universale dell’umanità.

 

Come si può dunque conciliare la tutela e la protezione dei siti garantendo allo stesso tempo una più ampia fruizione del patrimonio e la sua trasmissione alle generazioni future? Come si possono abbattere le barriere all’accessibilità nei monumenti storici e nei siti culturali tenendo conto dei vincoli architettonici e rispettando i requisiti di legge? Come si può accettare che siti o monumenti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, che dovrebbero essere universali e riunire culture, possano essere ancora inaccessibili ad alcune categorie di persone in un mondo dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa il 15% della popolazione globale vive con una qualche forma di disabilità? Come si può facilitare l'accesso senza minacciare il valore del patrimonio degli edifici e dell’ambiente in cui sono inseriti?

 

Abbiamo analizzato come viene declinato il tema dell’accessibilità e della fruizione di un più ampio pubblico possibile da parte di tre virtuosi esempi di siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale:

 

- l’Area Rupestre della Valle Camonica (primo sito italiano - 1979),

- le Dolomiti (2009),

- i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato (2014).

 

 

Per maggiori informazioni, leggi il focus della Commissione UNESCO su questo tema .