DIALOGHI DELLE CATTEDRE UNESCO: UN LABORATORIO DI IDEE PER IL MONDO CHE VERRÀ. 9 OTTOBRE 2020

 

Venerdì 9 ottobre si è svolto presso il Polo Universitario di Materia l’incontro Dialoghi delle Cattedre UNESCO: un laboratorio di idee per il mondo che verrà. L’evento, organizzato dalla Cattedra UNESCO in “Paesaggi Culturali del Mediterraneo e Comunità di Saperi” dell’Università degli Studi della Basilicata, in collaborazione con i Coordinamenti delle 32 Cattedre UNESCO italiane e con la Fondazione ENI Enrico Mattei, si è svolto in diretta streaming ed era inserito nel cartellone degli eventi del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Il Dialogo tra le 32 Cattedre italiane della rete UNESCO Chair / UNITWIN è stato aperto dal Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica Gaetano Manfredi, che ha sottolineato come l’incontro: «metta a confronto una serie di esperienze che rappresentano un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale della ricerca in settori che sono fortemente legati ai territori, ma che grazie all’UNESCO guardano alla dimensione globale». Una rete che è chiamata a rispondere alle profonde trasformazioni del mondo contemporaneo.

Stefania Giannini, Vice-Direttore Generale UNESCO per l’Educazione, ha sottolineato la centralità delle UNESCO Chair nell’ambito delle politiche educative: «Le Cattedre UNESCO sono da ormai da trent’anni il motore della produzione di idee, di conoscenza e di disseminazione nell’ambito delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo deve essere un rafforzamento della rete, costituita oggi da oltre 700 Cattedre in tutto il mondo: dobbiamo far sì che le Cattedre non siano soltanto molte, ma siano anche attive e collegate tra loro». Giannini ha sottolineato come l’emergenza sanitaria da COVID-19 debba spingere la rete delle UNESCO Chair a concentrarsi sul tema dell’accesso all’istruzione per tutti: «Vorremmo che nei prossimi mesi e nei prossimi anni il patrimonio delle Cattedre UNESCO si concentrasse sull’assistenza e sulla produzione di soluzioni pragmatiche e tecniche da mettere al servizio dei Governi che dovranno ancora gestire le problematiche relative all’educazione e all’apprendimento in tempi di pandemia a livello globale. Inoltre, guardando oltre alla crisi sanitaria, le Cattedre dovranno operare un recupero del coraggio e dell’immaginazione dei nuovi sistemi educativi e del ruolo della scienza a supporto delle decisioni politiche. Si tratta di un tema gigantesco, sul quale l’UNESCO aveva già avviato la propria riflessione nel 2019, in occasione dell’Assemblea Generale a New York, con l’iniziativa Futures of Education».

Franco Bernabè, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, concorda con Giannini sull’importanza della collaborazione tra le Cattedre, e ha concentrato la propria analisi sulla necessità di una profonda riforma del sistema educativo italiano. Il tema è al centro della riflessione del Comitato Educazione e Impresa, promosso dalla Commissione Nazionale, e ha portato alla pubblicazione del documento Il ruolo dell’educazione per il rilancio sociale ed economico italiano  presentato alla Ministra per l’Istruzione Lucia Azzolina nel giugno scorso.

Spiega Bernabè: «In Italia la scuola è stata oggetto, negli ultimi vent’anni, di continui interventi normativi, che apparentemente non sembrano essere guidati da una visione unitaria e condivisa delle esigenze del nostro sistema educativo, ma che anzi sembrano essere stati motivati dal desiderio del governo di turno di lasciare un segno del proprio passaggio sul sistema scolastico. Il problema è che questi interventi si sono succeduti a intervalli brevissimi, creando una situazione di instabilità, di incertezza e di confusione in tutti i soggetti coinvolti nel sistema scolastico che ha arrecato oggettivamente un grave danno al nostro sistema educativo. Questo è il contesto che ha spinto la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO a proporre una riflessione che fosse libera da condizionamenti politici e soprattutto da vincoli di natura temporale sulle condizioni per rilanciare il nuovo sistema educativo, anche alla luce delle nuove esigenze che si sono poste con l’evoluzione del sistema economico e sociale».

Il documento elaborato dal Comitato Educazione e Impresa è articolato in venti punti, ispirati da alcuni principi generali che prendono atto della situazione di grave ritardo del nostro Paese nei livelli di istruzione rispetto alla media OCSE, che secondo Bernabè «evidenzia una minore efficacia del percorso formativo italiano rispetto a quello internazionale». Tra i punti principali del documento elaborato dalla CNIU, Bernabè ricorda «l’esigenza che la struttura dei percorsi di studi italiani sia coerente con quella dei principali Paesi avanzati e che la durata dei cicli scolastici sia ripensata, in modo che l’obbligo scolastico coincida con i cicli di formazione, ipotizzando un percorso articolato dai 3 ai 18 anni. Inoltre, l’architettura dei percorsi di studio – da sempre all’attenzione dei vari Ministri dell’Istruzione – andrebbe ripensata alla luce di quelli che sono gli obiettivi di lungo periodo del nostro Paese, in particolare nel rapporto tra i licei e i percorsi di formazione professionale e in quello tra Atenei e imprese, invitando il Governo ad adeguare la spesa in istruzione a quella dei nostri partner OCSE: attualmente l’Italia investe nel settore il 3,6% del PIL, a fronte di una media dei Paesi avanzati che supera il 5%».

Il video integrale dell’incontro è disponibile sul canale Youtube della Matera UNESCO Chair: