GLI AUGURI DELLA COMMISSIONE NAZIONALE ITALIANA PER L'UNESCO AL NUOVO MINISTRO DELL'ISTRUZIONE PATRIZIO BIANCHI
Gli auguri della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO al nuovo Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

 

 

Nell’augurare buon lavoro al nuovo Governo, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO rivolge un particolare in bocca al lupo al Ministro dell’Istruzione, prof. Patrizio Bianchi, con il quale la CNIU lavora da anni a stretto contatto.

Il prof. Bianchi è infatti coinvolto in numerose attività dell’UNESCO e della Commissione Nazionale. Titolare della UNESCO Chair in “Education, Growth and Equality” presso l’Università degli Studi di Ferrara, a partire dal 2019 Bianchi ha coordinato il gruppo di esperti del Comitato Educazione Impresa, costituito dalla CNIU per contribuire a rendere il sistema scolastico più funzionale al rilancio sociale ed economico del nostro Paese. Il gruppo di lavoro ha elaborato il dossier Il ruolo dell’educazione per il rilancio sociale ed economico italiano, comprendente venti proposte operative denominate Principi e azioni per la scuola del futuro. Il documento è stato presentato al Ministro dell’Istruzione e al Ministro dell’Università nel giugno 2020 ed è stato discusso pubblicamente a ottobre in un incontro presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Durante il periodo pandemico, Bianchi ha inoltre guidato la task force governativa sulla scuola. I capisaldi del suo lavoro sono illustrati nel volume Nello specchio della scuola (Il Mulino): tra le riflessioni del nuovo Ministro, la considerazione che sia “ormai indifferibile avviare una vera fase costituente per la scuola”, “una nuova stagione in cui essa torni a essere, o meglio divenga, il motore di una crescita di un Paese che da troppo tempo è bloccato”.

Nel suo nuovo incarico di Ministro dell’Istruzione, il prof. Bianchi dovrà occuparsi di questioni particolarmente gravose che riguardano il mondo della scuola, oggetto delle iniziative indicate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che definisce le linee guida nazionali in merito all’impiego dei fondi del Next Generation EU. Si tratta di tematiche da tempo al centro dell’azione dell’UNESCO, evidenziate dalla CNIU nell’analisi e nelle proposte elaborate dal Comitato Educazione e Impresa con i Principi e azioni per la scuola del futuro.

Secondo il PNRR, l’Italia soffre di una insufficiente crescita economica, determinata tra l’altro da gap tecnologici ed educativi. Ad esempio, la spesa per ricerca e sviluppo (1,35% del PIL nel 2017) è inferiore alla media UE (2,06% del PIL); i risultati scolastici misurati da test internazionali sono inferiori alla media dei Paesi OCSE e UE, così come lo è la quota di popolazione in possesso di un titolo di studio terziario (27,6% contro 41,3% nell’UE), mentre l’incidenza dell’abbandono scolastico si attesta a 13,5% contro il 10,6% della media europea.

Pertanto, tra i sei pilastri del PNRR figurano le “politiche per la prossima generazione, infanzia e gioventù, incluse istruzione e competenze”. La Missione 4 del PNRR, denominata “Istruzione e ricerca”, è focalizzata sulle generazioni future ed affronta le questioni strutturali più importanti per il rilancio della crescita, ossia la produttività, l'inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali. Tra le tematiche comuni con la riflessione della Commissione UNESCO, si segnalano l’apprendimento permanente, l’edilizia scolastica e la formazione della didattica dei docenti.

Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 28,49 miliardi di euro, pari al 13% delle risorse totali del PNRR.