L'ARTE DELLE PERLE DI VETRO
L'ARTE DELLE PERLE DI VETRO

 

“L’arte delle perle di vetro” è una pratica antica, legata alla maestria nella lavorazione della materia grezza grazie a un uso sapiente del fuoco. Un’attività che è particolarmente legata, in Italia, all’area storica della città di Venezia e alle isole di Murano, Burano, Torcello e Pellestrina. Il più antico documento veneziano attesta già nel 983 d.C. una produzione di paste vitree a imitazione di pietre preziose, i verixelli, mentre nel 1338 è documentata l’esistenza di grani da rosario in vetro, paternostri de vitro, perle create per scopo religioso e che, a seguito di scambi commerciali, assumevano nuovi significati e funzioni monetarie, simboliche, apotropaiche.

Oggi la comunità italiana riunisce 142 membri detentori della pratica, suddivisi in figure dall’elevata specializzazione. I Perlai realizzano la perla e possono specializzarsi in una o più tecniche; il Molatore modella le perle da canna vitrea forata mediante utilizzo di mola ad acqua, valutando quanto incisiva debba essere l’abrasione del vetro per far emergere i motivi decorativi senza danneggiare la perla; l’Impiraressa, generalmente donna, infila attraverso movimenti precisi le perline a semenza e realizza con esse diversi artefatti. Infine, il Maestro Vetraio, che in fornace interviene, insieme agli aiutanti, solo nella realizzazione della canna rosetta forata e tirata a mano e delle bacchette di vetro non forate.

L’Arte delle perle di vetro è iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dal 2020, nell’ambito di una candidatura transnazionale che ha visto l’Italia al fianco della Francia, Paese in cui il polo irradiante dell’arte delle perle di vetro è Parigi. Le comunità italiane e francesi sono unite fin dal secolo XIX da numerosi scambi tecnici, culturali e artistici.

 

Per ulteriori approfondimenti è possibile visitare il sito del Patrimonio Immateriale dell'UNESCO.