L’ARTE MUSICALE DEI SUONATORI DI CORNO DA CACCIA
L’ARTE MUSICALE DEI SUONATORI DI CORNO DA CACCIA

 

“L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia” rappresenta una tecnica strumentale legata al canto, alla maestria dell’emissione e del vibrato, alla risonanza dei luoghi e alla convivialità. In Italia i suonatori si concentrano in due regioni, Piemonte e Alto Adige: in Piemonte un gruppo denominato “Equipaggio della Regia Venaria”, nel territorio di Torino, è composto da 13 suonatori; in provincia di Bolzano (Alto Adige/Südtirol) sono attivi 31 gruppi bilingui (italiano/tedesco), che contano 280 suonatori riuniti nell’associazione musicale “Accademia dei Suonatori di Corno da Caccia dell’Alto Adige”, che include gruppi presenti nell’intera provincia di Bolzano, la realtà cittadina e le zone rurali periferiche (dove l’elemento è noto come “Die Kunst des Jagdhornblasens”), nonché alcune vallate e comunità anche di lingua ladina, dove si pratica “L’ert di sonadus dl corn da ciacia dl Südtirol”.

Nel nostro Paese, la pratica attuale è direttamente connessa a tre tipologie di strumenti: la “trompe d’Orléans” e il “corno barocco” per quanto riguarda il Piemonte; il Parforcehorn per i gruppi dell’Alto-Adige/Südtirol. Si tratta di una pratica nata per suonare all’aperto e comunicare a grandi distanze. In tutta Europa, quest’arte musicale è legata a diverse occasioni festive e pubbliche, quali manifestazioni all’aperto, matrimoni, anniversari, e – soprattutto – “La festa di Sant’Uberto”, evento principale del calendario musicale e festa comune a tutti i suonatori europei. In quest’occasione, è tradizione che i suonatori intervengano nel corso della funzione religiosa in precisi momenti liturgici, mentre nei festeggiamenti che seguono viene eseguito un concerto con grande partecipazione di ogni tipo di spettatori. Il legame con gli spazi aperti rafforza l’emozione per un suono antico, che evoca la natura e coinvolge suonatori e pubblico.

L’arte musicale dei suonatori di corno è particolarmente diffusa in Francia, dove ebbe inizio intorno al 1880 e dove è oggi praticata da 131 gruppi musicali, per un totale di circa 1575 musicisti. La pratica culturale si diffuse poi in Belgio, Lussemburgo e Italia, ovvero i Paesi che hanno presentato la candidatura transnazionale per il riconoscimento UNESCO. L’elemento è iscritto alla Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dal 2020.

 

Per ulteriori approfondimenti è possibile visitare il sito del Patrimonio Immateriale dell'UNESCO.