CENTRO STORICO DI NAPOLI

Napoli, fondata dai Greci nel 470 a.C., è sempre stata una delle città portuali più importanti del mediterraneo ed ha giocato un ruolo fondamentale nella trasmissione della cultura greca alla società romana. Già nel VI secolo a.C. alcuni coloni greci avevano fondato sull’isolotto di Megaride, dove oggi sorge Castel dell’Ovo, la città di Partenope, richiamando il nome di una sirena che, secondo la leggenda, si era suicidata non sopportando che Ulisse fosse riuscito a sfuggire al suo canto,.

Nei secoli Napoli subisce il dominio dell’Impero Bizantino, dei Normanni, e con la dinastia Angioina (1265-1442) si espande fino ai sobborghi, divenendo il simbolo del prestigio e del potere della famiglia.

Nei due secoli di dominio spagnolo, sotto gli Aragonesi, vengono realizzati numerosi interventi volti a razionalizzare l’impianto urbanistico e a costruire edifici grandiosi, tra i quali il bellissimo Palazzo Reale, oltre alla costruzione di mura che rendono Napoli una compatta struttura difensiva rafforzata da quattro castelli.

Dopo una breve parentesi asburgica (1707-1734), Napoli diventa capitale di un regno indipendente sotto la dinastia borbonica e rivaleggia con le altre capitali europee esercitando rilevanti influssi in molti campi della cultura, legati soprattutto all’arte e architettura, e raggiungendo vari primati nel campo dell’innovazione scientifica e tecnologica.

Sempre durante il governo dei Borbone, l’aspetto della città cambia con un ingrandimento del porto e il risanamento di alcuni borghi che, con i successivi interventi ottocenteschi, caratterizzano ancora oggi il tessuto urbano di Napoli.

 

Per approfondimenti si consiglia di visitare il sito ufficiale del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO responsabile dell'iscrizione dei siti del Patrimonio Mondiale.

Per approfondimenti di carattere storico ed artistico, in particolare per docenti e studenti, si consiglia di visitare il sito del progetto "Patrimonio mondiale nella scuola", un'iniziativa sostenuta dall'Associazione beni italiani patrimonio mondiale dell'UNESCO in collaborazione con MIBACT e MIUR per promuovere la divulgazione dei princìpi cardine dell'Unesco nelle scuole, soprattutto attraverso il portale di carattere didattico.