SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE

La città ha accresciuto la sua importanza sulla scena politica, economica e culturale globale. E’ lo spazio in cui persone diverse si incontrano e interagiscono, sviluppando progetti e strategie. L’Agenda 2030 e la conferenza “Habitat III” del 2016, hanno dato un contributo determinante al dibattito sulle prospettive future di questi luoghi.

La cultura deve essere un argomento centrale nella discussione, in quanto fattore determinante all’interno delle strategie volte a garantire la sostenibilità dei contesti urbani. In particolare, l’UNESCO promuove il ruolo della cultura nei processi riguardanti la riduzione della povertà, l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale e la qualità della vita. Particolare cura è dall’UNESCO rivolta nei confronti della tutela dei centri storici cittadini.

 

                                                                             L’AZIONE DELLE NAZIONI UNITE

 

 

 

 Nell’Agenda 2030 è offerto un approccio onnicomprensivo ed inclusivo alla questione di uno sviluppo urbano sostenibile. L’obiettivo 11 si occupa proprio di questo settore, partendo da un’idea di città intesa come centro “per nuove idee, per il commercio, la cultura, la scienza, la produttività, lo sviluppo sociale”. Il benessere materiale di chi abita tali spazi non può prescindere dalla salvaguardia dell’ambiente e delle risorse.  

Nel documento delle Nazioni Unite l’attenzione è posta su diversi aspetti della dimensione urbana. Entro il 2030, si vuole ottenere l’accesso generalizzato ad alloggi adeguati alle esigenze del cittadino, la diffusione di sistemi di trasporto pubblico sostenibili e fruibili anche dalle fasce svantaggiate della popolazione, un’urbanizzazione partecipativa ed inclusiva, una più efficace protezione delle persone dagli effetti delle calamità, una riduzione dell’impatto ambientale negativo degli abitanti delle città in relazione alla qualità dell’aria e allo smaltimento dei rifiuti e un incremento degli spazi verdi. Nel breve periodo, ha carattere di priorità il supporto ad una pianificazione che integri le aree urbane con quelle rurali e che preveda politiche finalizzate all’efficienza delle risorse, alla prevenzione dei disastri, all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla limitazione di questi ultimi.

Con la conferenza “Habitat III”, le Nazioni Unite hanno inteso rinnovare il proprio impegno politico sul tema in questione, avvalendosi della partecipazione degli Stati membri, della società civile, dei rappresentanti degli enti locali, di professionisti e ricercatori, dei privati e delle organizzazioni intergovernative. Questo momento di confronto ha avuto come risultato la New Urban Agenda, un documento di analisi e indirizzo, con una valenza concreta e operativa, nel quale sono approfonditi gli spunti forniti dall’Agenda 2030. Tra gli obiettivi principali alla base dell’azione delineata, il raggiungimento di alti livelli di inclusione sociale in vari campi, come l’istruzione e la salute, nella fruizione dei servizi, nei processi decisionali e in quelli economici, oltre alla salvaguardia dell’ambiente, da ottenere intervenendo sulla protezione della biodiversità e degli ecosistemi e sui modelli di produzione e consumo. In questa ottica, si prospetta un approccio incentrato sulla persona. Il vasto e articolato quadro delle azioni da mettere in campo richiede, secondo i redattori del documento, il coinvolgimento e la collaborazione degli Stati, una cooperazione internazionale che agevoli il coordinamento delle decisioni prese ed attuate a livello locale e la condivisione di buone pratiche.

                                                     

 

                                                                                                         L’AZIONE DELL’UNESCO

   L'UNESCO ha condotto, in vista della conferenza “Habitat III”, uno studio sulla situazione globale del patrimonio urbano in collaborazione con una serie di partner provenienti da tutte le regioni del mondo, il Global report on culture for sustainable urban development). Questo lavoro di ricerca ha confermato non solo la grande diversità delle situazioni esistenti nelle diverse parti del pianeta, ma anche il crescente interesse dei governi, delle comunità locali e dei cittadini nel preservare le loro città storiche e gli insediamenti urbani e nel promuovere il ruolo della cultura nella rigenerazione urbana. I risultati di questo studio evidenziano anche la necessità di continuare a indagare su questo importante settore e la necessità di valorizzare reti professionali per la promozione della cultura e del patrimonio come fattori chiave e promotori dello sviluppo urbano sostenibile: questo è un tema che, in futuro, dovrà essere affrontato in modo sempre più approfondito dall'UNESCO.

La seconda parte del documento si concentra su una riflessione riguardante la funzione della cultura in tre aree strategiche:

  1. la promozione di un approccio allo sviluppo sostenibile urbano incentrato sulle persone, mediante un lavoro sul senso di appartenenza ad una collettività basata sulla diversità culturale, sull’inclusività e la coesione sociale e sul supporto alla creatività e all’innovazione tecnologica;
  2. lo sforzo per garantire un ambiente urbano di qualità per tutti, attraverso la progettazione di città a misura d’uomo, “sostenibili, resilienti e verdi”, in cui le risorse naturali e quelle culturali siano integrate, con spazi pubblici fruibili da tutti i cittadini, puntando anche sul riutilizzo a scopi produttivi e creativi del patrimonio in disuso;
  3. lo sviluppo di politiche integrate, realizzate servendosi del potere della cultura, intesa non come merce o risorsa per attrarre investimenti e promuovere un marchio, ma come fattore cruciale della pianificazione: centrali, in questo senso, sono l’aumento degli investimenti in progetti culturali, per contribuire alla creazione di posti di lavoro, al benessere collettivo e al miglioramento della qualità della vita e la valorizzazione del contributo allo sviluppo territoriale degli insediamenti umani di piccole dimensioni, con la conseguente creazione di collegamenti tra le aree urbane e quelle rurali.

    Alle città che si reinventano è dedicato il secondo numero del 2019 del Courier , la pubblicazione trimestrale dell’UNESCO. La pubblicazione rivolge un’attenzione particolare alla tutela dei centri storici cittadini e nell’editoriale la Direttrice Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, evidenzia con chiarezza le sfide che oggi devono affrontare le città. Attualmente, queste occupano solo il 2% della massa terrestre del mondo, ma consumano il 60% dell'energia globale, liberano il 75% delle emissioni di gas serra e producono il 70% dei rifiuti globali. In più, man mano che si espandono, minacciano la biodiversità e sottopongono le infrastrutture e le risorse urbane, dall'acqua, ai trasporti all'elettricità, ad enormi sforzi, moltiplicando l'impatto delle catastrofi naturali e dei cambiamenti climatici. Lo sviluppo incontrollato e il turismo di massa, poi, mettono a rischio i siti del patrimonio. L'aumento delle disuguaglianze e delle migrazioni, infine, rende le città i punti focali di nuove fratture sociali, esclusione e discriminazione. Data l'entità di queste sfide, le città di tutto il mondo hanno concluso che i nuovi modi di pensare, l'impegno dei cittadini e, soprattutto, la cooperazione tra città, sono le uniche vie da seguire. L’UNESCO promuove diverse reti cittadine, che lavorano per sfruttare la straordinaria capacità di innovazione e di collegamento che è un segno distintivo delle città. Essendo uno dei laboratori di idee più importanti del mondo, l'UNESCO lavora per riunire queste reti di città, incoraggiandole a scambiare e collaborare sulle politiche e le pratiche che possono rispondere alle crescenti esigenze dei residenti urbani.

     

L'UNESCO è impegnata nella creazione e nella promozione della rete delle Città Creative, della rete delle Learning Cities e della International Coalition of Inclusive and Sustainable Cities.         

                     

                                                             IL PAESAGGIO STORICO URBANO

   Con la Raccomandazione sul paesaggio storico urbano , adottata nel 2011, l’UNESCO ha inteso ragionare sulla necessità di meglio integrare ed inquadrare le strategie di conservazione del patrimonio urbano all’interno dei più ampi obiettivi di generale sviluppo sostenibile, in modo di sostenere azioni pubbliche e private con lo scopo di tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente umano. Il documento suggerisce un approccio paesaggistico per l’identificazione, la conservazione e la gestione delle aree storiche all’interno dei loro più vasti contesti urbani, considerando l’interrelazione delle loro forme fisiche, la loro organizzazione spaziale e connessione, le loro caratteristiche naturali e il loro valore sociale, culturale ed economico. Il paesaggio storico urbano è identificato come un’area urbana intesa come risultato di una stratificazione storica di valori e caratteri culturali e naturali che vanno al di là della nozione di “centro storico”, sino a includere un più ampio contesto urbano che comprende la topografia, la geomorfologia, l’idrologia e le caratteristiche naturali del sito; il suo ambiente costruito, sia storico che contemporaneo; le sue infrastrutture; i suoi spazi aperti e giardini, i suoi modelli di utilizzo del suolo e di organizzazione spaziale; percezioni e relazioni visive, così come tutti gli altri elementi della struttura urbana. Esso include anche le pratiche e i valori sociali e culturali, i processi economici e le dimensioni intangibili del patrimonio così come collegate a diversità e identità.

Il documento propone una visione d’insieme in cui risultano complementari gli obiettivi della conservazione del patrimonio urbano e quelli dello sviluppo sociale ed economico. Nello specifico, le sfide attuali e future richiedono la definizione e l’adempimento di una nuova generazione di politiche pubbliche che identifichino e proteggano la stratificazione storica e l’equilibrio dei valori culturali e naturali negli ambienti urbani. Secondo l’UNESCO gli Stati Membri, in un’ottica di cooperazione internazionale, dovrebbero inserire le strategie di conservazione del patrimonio urbano nelle politiche e nei programmi di sviluppo nazionale. Tutti i livelli di governo dovrebbero contribuire alla definizione, elaborazione e formulazione di politiche di conservazione del patrimonio urbano. In più, il documento si sofferma sulla costruzione di una capacity-building che dovrebbe coinvolgere i principali soggetti interessati, comunità, amministratori e professionisti, per incoraggiare la comprensione dell’approccio al paesaggio storico urbano e la sua attuazione pratica. Un’efficace capacity-building dipende da un’attiva collaborazione tra questi principali soggetti interessati, allo scopo di adattare l’adempimento di questa raccomandazione ai contesti regionali, per definire e perfezionare le strategie e gli obiettivi locali.