EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA GLOBALE- PREVENIRE L’ESTREMISMO VIOLENTO ATTRAVERSO L’EDUCAZIONE.

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA GLOBALE- Prevenire l’estremismo violento attraverso l’educazione.

 

Nell’ambito della Global Citizenship Education (GCED) l’UNESCO si occupa di specifiche tematiche, tra le quali la prevenzione dell’estremismo violento attraverso l’educazione.

L’aumentare delle disuguaglianze e dei conflitti sociali costituisce un terreno fertile per la radicalizzazione delle posizioni, che in alcune circostanze si esprime in forma violenta con modalità e intensità diverse: in molti casi si tratta di violenza verbale o discorsi d’odio, in altri casi si traduce in azioni discriminatorie e, nei casi più gravi, assume forme estreme che attentano alla vita stessa delle persone. L’estremismo violento, che non ha confini e colpisce tutte le società, coinvolge in particolare i giovani, che rappresentano il principale bersaglio delle strategie di reclutamento di questi gruppi e che spesso diventano essi stessi vittime di questa violenza estremista.

Non esiste un’unica ricetta per fronteggiare simili minacce. La vigilanza e l’impegno delle forze dell’ordine sono sicuramente importanti, ma non sufficienti e comunque incapaci di andare alle radici delle cause che alimentano l’estremismo violento e che spingono i giovani ad aderire a gruppi estremisti e violenti. Abbiamo bisogno di una strategia in grado di cambiare i comportamenti, come l’educazione. In particolare abbiamo bisogno di un’educazione che sia inclusiva, in grado di avere un impatto ed equa. Questo è il requisito fondamentale per un’azione efficace e che chiama tutti gli Stati a mettere in campo simultaneamente iniziative di breve, medio e lungo respiro.

In questo contesto il lavoro educativo, che richiede tempo per introdurre cambiamenti, contribuisce alla costruzione di società pacifiche in cui l’uso della forza e ogni tipo di violenza fisica, verbale o psicologica, non sono mezzi legittimi per affermare la propria visione del mondo. Certamente il compito educativo non può essere delegato in modo esclusivo alla scuola: la famiglia, la comunità, le istituzioni e i media giocano infatti un ruolo di primaria importanza. Ciononostante, insegnanti ed educatori necessitano di un’adeguata formazione affinché si pongano come esempi positivi e acquisiscano le competenze teoriche e metodologiche per accompagnare studenti e studentesse nell'affrontare l’alto tasso di complessità dei fenomeni contemporanei.

L’UNESCO sostiene i paesi nella promozione di riforme educative ed inclusive per costruire tra i giovani una resistenza all’estremismo violento e rafforzare un senso di identità positivo. Per questo ha predisposto due importanti documenti, ora disponibili anche in lingua italiana grazie alla traduzione del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento: “Guida per insegnanti sulla prevenzione dell’estremismo violento” e “Prevenire l’estremismo violento attraverso l’educazione: guida per amministratori pubblici”.

Entrambe le guide costituiscono una risposta alla decisione presa nel 2015 dal Consiglio Esecutivo dell’UNESCO in occasione della 197° sessione (197 EX/Dec46), con la quale gli Stati Membri riconoscono l’importanza di prevenire l’estremismo violento attraverso l’educazione e fanno appello all’Organizzazione perché moltiplichi gli sforzi per aiutare i Paesi a rafforzare la risposta data dai loro sistemi educativi all’estremismo violento, ricorrendo, nel rispetto dei contesti nazionali, a programmi di Educazione alla Cittadinanza Globale.

La Guida per insegnanti è stata scritta a seguito di un ampio e approfondito processo di consultazione che ha coinvolto insegnanti ed esperti di diverse regioni del mondo, successivamente è stata testata sul campo da attori del settore scolastico di alcuni Paesi selezionati. La Guida può quindi essere utilizzata così com’è oppure può essere considerata una sorta di prototipo da adattare i diversi contesti locali.

La Guida per gli amministratori pubblici rappresenta una guida tecnica al servizio dei rappresentanti del mondo dell’educazione (amministratori pubblici, insegnanti e altri attori del settore educativo) su come affrontare le reali sfide poste dall’estremismo violento all’interno di ogni società. In particolare, la Guida si rivolge ai funzionari dei ministeri dell’istruzione per aiutarli a mettere in agenda, pianificare e realizzare azioni di prevenzione concrete. Le strategie educative a sostegno degli sforzi di prevenzione dovranno variare a seconda del contesto economico e sociale, tuttavia il minimo comune denominatore degli sforzi di prevenzione dovrà

essere quello di affrontare le ragioni profonde dell’estremismo violento e costruire la resilienza dei discenti rispetto alle odiose narrative e alla propaganda che legittimano l’uso della violenza.

 

La violenza nelle scuole, in ogni sua forma, costituisce sempre una violazione del diritto dei bambini e degli adolescenti all’educazione e al benessere. Pertanto la violenza e il bullismo a scuola devono essere contrastati allo scopo di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare il n.4, che mira ad assicurare un’educazione inclusiva e di qualità per tutti e a promuovere l’apprendimento permanente, e il n. 16, che intende promuovere società pacifiche e inclusive.

Nel 2019 l’UNESCO ha pubblicato un rapporto aggiornato sulla situazione della violenza e del bullismo nelle scuole a livello globale e regionale, “Behind the numbers:Ending school violence and bullying”, con lo scopo di monitorare i progressi effettuati per ottenere ambienti scolastici sicuri, inclusivi ed efficienti. La pubblicazione si basa sull’impegno dell’UNESCO in questo settore, compreso il precedente rapporto del 2017 “School Violence and Bullying: Global Status Report”, e costituisce un importante contributo alla “Safe to Learn Campaign”, che mira a eliminare la violenza dalle scuole dal 2024.

A cura del Club per l’UNESCO di Lucca è stata realizzata la versione in lingua italiana del Rapporto: “Al di là dei numeri: porre fine alla violenza nella scuola”.