IL RUOLO DELL’EDUCAZIONE PER IL RILANCIO SOCIALE ED ECONOMICO ITALIANO

 

L’educazione è il principale strumento per promuovere una società più giusta ed equilibrata, una società nella quale ciascun individuo ha le stesse opportunità indipendentemente dalla situazione di partenza. Assicurare a tutti un’istruzione di qualità, permanente e inclusiva è una necessità della comunità internazionale non più rimandabile, come stabilito dall’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile.

 

L’educazione occupa un posto di particolare rilievo nell’agenda politica dei sistemi democratici ed è all’attenzione di molte organizzazioni internazionali. La nascita dell’UNESCO nel 1945 fu promossa dai paesi alleati proprio con l’obiettivo di creare attraverso il sostegno all’educazione condizioni per una pace duratura. Per il nostro paese l’attenzione nei confronti del sistema educativo è resa particolarmente urgente non solo per il perdurare di un rilevante divario nei confronti dei paesi più̀ avanzati, ma anche per la necessità di garantire migliori opportunità̀ di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, una riduzione delle diseguaglianze e un rilancio della crescita economica.

 

Per questo motivo la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha promosso la costituzione di un gruppo di esperti con l’obiettivo di elaborare un documento di riflessione sul contributo che una riforma del sistema educativo può dare al rilancio sociale ed economico nel nostro paese. Il gruppo è composto oltre che dal Presidente della Commissione Nazionale, Franco Bernabè, da Patrizio Bianchi, Alberto Felice De Toni, Alfonso Fuggetta, Cristina Grieco, Luigi Nicolais, Corrado Petrocelli, Francesco Profumo, Giovanni Puglisi, Enrico Vicenti.

 

L’accesso ad un sistema educativo di qualità garantisce ad ogni persona migliori opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e maggiori potenzialità in età adulta ma anche, più in generale, una migliore qualità di vita. I benefici di un sistema educativo efficiente si estendono a tutta la società attraverso maggiori opportunità di sviluppo economico e di creazione di valore. Una società nella quale ciascuno ha accesso a una istruzione di qualità gode anche di un maggior grado di coesione sociale.

 

Il gruppo di esperti ha articolato una riflessione in venti punti, Principi e azioni per la scuola del futuro, che fotografano la situazione attuale del nostro sistema scolastico e propongono un’articolata serie di interventi strutturali. Al centro della riflessione sono collocati la necessità di investire maggiormente nel sistema scolastico e nella sua autonomia, ridisegnando il quadro complessivo dei cicli di scolarizzazione e istruzione in modo che l’obbligo scolastico coincida con il conseguimento di un titolo di studio. L’architettura dei percorsi di studio deve inoltre essere coerente con gli obiettivi del Paese, valorizzando il ruolo dell’istruzione tecnica superiore e affrontando il problema dell'orientamento universitario e del suo collegamento con il mondo delle imprese.

 

Il lavoro è stato quindi sviluppato nella consapevolezza del ruolo strategico rivestito dall’educazione. Il documento tiene presenti alcune delle criticità emerse nel corso dell’emergenza pandemica e pone particolare attenzione proprio al rapporto tra scuola, università, formazione permanente e inserimento nel mondo del lavoro. Un’attenzione particolare va destinata alla costruzione di un sistema di apprendimento permanente, che veda coinvolta una rete di soggetti in grado di garantire le competenze e il diritto all’innalzamento del livello di istruzione della popolazione adulta. Si tratta di una realtà della quale l’UNESCO è ben consapevole e che affronta nell’ambito delle Learning Cities, una rete internazionale di comunità e città di apprendimento – rappresentate in Italia da Palermo, Fermo e Torino – che pongono il concetto di “imparare per tutta la vita” quale caratteristica essenziale di sopravvivenza dell’umanità.