FREEDOM OF EXPRESSION / PRESS FREEDOM / ACCESS TO INFORMATION / SAFETY OF JOURNALISTS

 

L’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani , approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, stabilisce che “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

 

La libertà di espressione è pertanto un dirittto fondamentale degli individui e rappresenta la pietra angolare di una società democratica. Il tema è al centro del lavoro dell’UNESCO attraverso il Multi-Donor Programme on Freedom of Expression and Safety of Journalists, che pone la protezione della libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti quali elementi essenziali per costruire società pacifiche, giuste e inclusive.

Il lavoro del programma UNESCO è articolato su quattro linee di azione: La crescita di consapevolezza e il sostegno (Awareness raising & advocacy), La sicurezza dei giornalisti (Safety of journalists), Il rapporto sulle tendenze globali dei media (World media trends report), Consulenza politica e sviluppo delle capacità (Policy advice & capacity building).

 

Secondo il rapporto elaborato nel 2020 dal gruppo di lavoro, la più grave minaccia all’indipendenza dell’informazione in un gran numero di Paesi è il cosiddetto media capture, una forma di controllo dei media che si realizza attraverso azioni sistematiche da parte di governi o gruppi di interesse. La “cattura” dell’informazione può avvenire attraverso atti normativi in grado di comprimere la libertà dei giornalisti e con distorsioni nel controllo dei media da parte dello Stato, nel finanziamento pubblico e nella proprietà privata dei gruppi editoriali. 

 

Per sostenere l’importanza della libertà di espressione, nel 1993 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 3 maggio Giornata Internazionale per la Libertà di Stampa (World Press Freedom Day). Ogni anno, in questa occasione, l’UNESCO organizza la World Press Freedom Conference, una conferenza che ha lo scopo di riflettere sulle tematiche più urgenti riguardanti la libertà di stampa a livello internazionale, coinvolgendo non soltanto giornalisti ed editori, ma professionisti del settore legale, ONG e rappresentanti della società civile.

A partire dal 2013, inoltre, il 2 novembre di ogni anno l’UNESCO celebra la Giornata Internazionale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti (International Day to End Impunity for Crimes Against Journalists). La data è stata scelta dall’ONU per ricordare l’assassinio dei giornalisti francesi Ghislaine Dupont e Claude Verlon, rapiti e uccisi in Mali il 2 novembre 2013. La Giornata porta l’attenzione sul basso tasso globale di condanne per gli omicidi di giornalisti e operatori dei media, che si attesta su una condanna ogni dieci delitti. Combattere l’impunità rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare il problema dell’alto numero di uccisioni di giornalisti, che con il loro lavoro svolgono una funzione cruciale nella nostra società. Pertanto, è essenziale che gli attacchi nei confronti degli operatori dei media non rimangano impuniti.