DOCUMENTO DI POLICY SULL'IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUI SITI DEL PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

 

I cambiamenti climatici sono diventati negli ultimi anni una delle minacce più significative per l’umanità e anche per i siti del Patrimonio Mondiale.

Per gestire tale minaccia già nel 2006, il Comitato del Patrimonio Mondiale ha adottato la relazione “Prevedere e Gestire gli Effetti dei Cambiamenti Climatici sul Patrimonio Mondiale”, e una “Strategia per Aiutare gli Stati Parte della Convenzione ad Attuare Risposte Gestionali Appropriate”. Sempre nel 2006 l'Assemblea Generale degli Stati Parte della Convenzione del 1972 ha poi adottato un Documento di policy sull’ Impatto dei Cambiamenti Climatici sui siti del Patrimonio Mondiale e ne ha caldamente raccomandato la sua applicazione, diffusione e promozione. Nel 2016, in risposta al crescente numero di siti del Patrimonio Mondiale interessati dal cambiamento climatico nel corso degli ultimi dieci anni, il Centro del Patrimonio Mondiale ha avviato, in collaborazione con gli organi consultivi IUCN e ICCROM, l'aggiornamento di questo documento di policy. Nella sua versione più recente, il documento stabilisce degli obiettivi da raggiungere entro il 2030 al fine di prevenire, evitare o ridurre al minimo i danni, utilizzando le risorse in modo efficiente, promuovendo la resilienza climatica e la gestione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore del Patrimonio.

Entro il 2030, inoltre, il documento suggerisce a tutti gli Stati parte e i responsabili delle decisioni in materia di Patrimonio di:

  • istituire e attuare solidi accordi di adattamento climatico che conducano a progressi misurabili nella valutazione e riduzione dei rischi climatici e nel miglioramento della capacità di adattamento in tutti i siti del patrimonio;
  • implementare contesti operativi globali di mitigazione del clima, che portino alla riduzione del 50% dell'impronta di carbonio nella gestione dei siti del patrimonio, rispetto ai valori di riferimento del 2020;
  • istituire quadri normativi per le perdite e i danni a sostegno dell'attuazione di strategie adeguate al tipo di rischi climatici più suscettibili di provocare danni nei siti del patrimonio, e che vanno al di là di ciò che l'adattamento al clima può evitare;
  • integrare gli obiettivi e le azioni in materia climatica negli strumenti e nelle metodologie per il Patrimonio;
  • contribuire efficacemente al cambiamento necessario per arrestare e invertire le tendenze negative causate dai cambiamenti climatici, anche attraverso una maggiore e migliore collaborazione, attuazione e applicazione di norme internazionali, strumenti nazionali e locali di politica climatica.

Sul tema è tornato anche il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini intervenendo al Forum dei ministri della cultura alla 40° sessione della Conferenza Generale UNESCO a Parigi  nel novembre 2019 proprio durante i giorni della drammatica alluvione che ha colpito Venezia: “Quello che è accaduto a Venezia ci ha ricordato ancora una volta quanto siamo fragili di fronte ai disastri naturali e al cambiamento climatico. Questa tragedia può divenire un’opportunità per trovare soluzioni e prevenire altri danni: dobbiamo poter reagire prontamente, servono azioni internazionali, coordinate e guidate dall’UNESCO. Dobbiamo prepararci ai rischi che verranno prodotti dal cambiamento climatico e dobbiamo proteggere le vite e la cultura dei nostri popoli. Per questo motivo - ha spiegato Franceschini - devono essere rafforzate le iniziative come i caschi blu della cultura, per prevenire e reagire prontamente a seguito dei disastri naturali. Perché le minacce globali contro il nostro patrimonio non sono solo il terrorismo, la guerra e i conflitti armati. E per rispondere a questi pericoli abbiamo bisogno di un action plan per proteggere il patrimonio culturale dal cambiamento climatico. Il mondo intero - ha concluso Franceschini - deve guardare la tragedia di Venezia, perché Venezia è il mondo. E il suo patrimonio appartiene all’umanità”.

 

 

 

Pubblicato il 31 luglio 2020