RAPPORTO ASVIS 2020

Il Rapporto ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) è la pubblicazione che ogni anno fornisce la situazione aggiornata sull’attuazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030 sia a livello internazionale che nazionale.

Per quanto riguarda il contesto italiano, oltre a fornire un’analisi sullo stato di avanzamento dell’attuazione dell’Agenda ONU e dei suoi Obiettivi, questo documento offre un insieme di raccomandazioni e proposte da sottoporre ai vertici di Governo perché intervengano negli ambiti segnalati nel pieno rispetto della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Anche a causa della crisi sanitaria, il Rapporto 2020 evidenzia come  l’Italia registri un peggioramento per 9 dei 17 Obiettivi, tra cui il nr. 5 “Uguaglianza di Genere”. Secondo il Rapporto ASVIS infatti, le donne risultano le più colpite dalla crisi sul piano occupazionale, ma anche per quanto concerne l’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva e l’aumento della violenza domestica durante il lockdown. Migliorano invece i dati relativi all’economia circolare, la qualità dell’aria e i reati. Rispetto ai 21 dei 169 Target di cui si compongono gli Obiettivi e che dovevano essere soddisfatti entro quest’anno, in 12 casi i risultati risultano insufficienti, dalla riduzione delle vittime di incidenti stradali al numero di giovani che non studiano e non lavorano (NEET).

Particolare attenzione è dedicata al sistema educativo e all’impatto della pandemia sull’Obiettivo 4 dell’Agenda: “Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti”. La chiusura delle scuole imposta dalla crisi sanitaria ha infatti interrotto le normali attività scolastiche di 1 miliardo e 650 milioni di studenti e studentesse e ha acuito le disparità già esistenti tra chi dispone dei mezzi per istruirsi e chi non ne dispone, in un mondo dove, già prima della crisi, il rapporto dell’UNESCO “Global Education Monitoring (GEM) 2020” stima che il 17% dei bambini, bambine, giovani adolescenti non aveva accesso alla scuola. Durante i mesi di lockdown, l’ISTAT stima che 3 milioni di studenti tra i 6 e i 17 anni hanno avuto difficoltà a seguire le lezioni nella modalità didattica a distanza (DAD) a causa della carenza o inadeguatezza dei mezzi informatici disponibili in famiglia. Questo fenomeno è più accentuato al Sud dove il rischio di abbandono scolastico, specie da parte delle fasce più vulnerabili della popolazione, è più diffuso. La crisi ha evidenziato il carattere di emergenza che ha caratterizzato l’intervento nel settore educativo italiano degli ultimi anni. Sarà fondamentale dunque ripensare il ruolo dell’istruzione, investire nelle generazioni future, cogliere la sfida della DAD per migliorare l’accesso alla qualità dell’apprendimento e diminuire le disuguaglianze.

Oltre all’educazione, anche la cultura è al centro del Rapporto ASVIS. I riferimenti alla cultura coinvolgono diversi Obiettivi, tra cui: 1 (contrasto alla povertà educativa e culturale), 10 (ridurre le disuguaglianze), 11 (città sostenibili). Durante la crisi si è assistito a una diminuzione forzata della partecipazione culturale. Ciò nonostante, le organizzazioni culturali hanno continuato ad alimentare il senso di cultura, condivisione e partecipazione, convertendo mostre museali in visite virtuali, realizzando progetti multimediali e attività ludico-creative digitali. La ratifica da parte dell’Italia lo scorso settembre della Convenzione di Faro, che introduce il diritto al patrimonio culturale riconoscendolo come fattore di sviluppo sostenibile, dimostra ancora di più la necessità di investire nella cultura perché quest’ultima sia ugualmente accessibile a tutti.