UNESCO SUSTAINABLE TOURISM TOOLKIT

Con il supporto della Fondazione IRIS, il Centro del Patrimonio Mondiale ha reso disponibile l’UNESCO Sustainable Tourism Toolkit, prontuario composto da dieci guide pratiche volte a supportare i gestori dei siti del Patrimonio Mondiale e gli altri attori ivi coinvolti nella graduale adozione di misure efficaci per favorire un turismo sostenibile. Ogni guida è corredata da un case study: lo scopo dello strumentario è quello, infatti, di disseminare buone pratiche già collaudate.

L’approccio qui promosso è fortemente partecipativo: al fine di poter incoraggiare modelli sostenibili di sviluppo economico in materia di turismo, diviene indispensabile coinvolgere tutti i portatori di interessi del sito di riferimento, in particolar modo la comunità locale. Quest’ultima dovrà contribuire in maniera proattiva all’ elaborazione delle strategie. E’ essenziale, inoltre, evidenziare le vulnerabilità del sito, così da poter tracciare un perimetro di fattibilità circa l’implementazione di tali modelli.

Il vademecum, infatti, in una prima fase invita i soggetti interessati a raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sul proprio sito: si consiglia di procedere in via preliminare ad un’indagine avente ad oggetto sia la meta (i.e. di quali infrastrutture è dotata la destinazione?) che gli individui che ad essa si interessano (i.e. che tipo di visitatori attrae? Sono soddisfatti? Quali sono i principali punti di interesse?), nonché di condurre un esame circa l’impatto del flusso turistico in primo luogo sulla comunità locale e sugli effetti che esso produce sul piano culturale, sociale ed ecologico. La presenza di visitatori deve essere tale da non contribuire, ad esempio, ai danni ambientali e all’inquinamento che potrebbero interessare il luogo. I dati così raccolti offriranno una dettagliata visione d’insieme che renderà più agevole la ricerca di soluzioni mirate.

Una volta definiti i punti cardine della questione, il prontuario suggerisce di iniziare ad elaborare una strategia del turismo sostenibile di lungo periodo che tenga in debito conto i punti di forza e di debolezza preventivamente individuati. La costruzione di questo piano operativo dovrà essere il frutto di una continua interazione tra i vari attori locali, in modo tale da poter adottare soluzioni consapevoli, partecipate e capaci di incontrare le aspirazioni dei soggetti del posto, creando, così, nuove opportunità per gli stessi.

Dopo aver offerto delle indicazioni di carattere gestionale, lo strumentario propone spunti per sviluppare una strategia comunicativa efficace. Una volta scelta la narrativa da adottare in merito al sito, sarà fondamentale, sia in loco che online, veicolare informazioni semplici e chiare che stimolino l’apprendimento del singolo visitatore e lo spingano a farvi ritorno. Anche in questo ambito, cruciale è il coinvolgimento della comunità locale. Ad esempio, secondo i dati a disposizione, i turisti trascorrono meno del 10% del loro tempo nei musei e nelle gallerie: la guida, a tal proposito, suggerisce di distribuire le attività di storytelling nel corso dell’intera permanenza del singolo turista sul posto, a partire dagli aeroporti e dai ristoranti.

L’attuazione di pratiche turistiche sostenibili poggia, inoltre, sul punto chiave delle infrastrutture. I trasporti, gli alloggi e la ristorazione devono essere oggetto di progetti di sviluppo strategicamente orientati al fine di non compromettere l’eccezionale valore universale del sito e, al contempo, di apportare dei benefici concreti, come nel caso di una localizzazione delle infrastrutture che possa essere vantaggiosa per le imprese locali.

Il prontuario tratta, ancora, il tema del valore, come perno per sviluppare prodotti, servizi ed esperienze. I piani di sviluppo dovranno tenere in debito conto da quali prodotti dipende il benessere della comunità, investendo in tattiche di branding (soprattutto in forza dell’emblema UNESCO) e ricorrendo alla tutela delle proprie idee dal punto di vista della proprietà intellettuale.

Infine, la guida sottolinea l’importanza del monitoraggio dei comportamenti e dei movimenti del visitatore della meta e del relativo impatto sul sito. Il flusso dei turisti, infatti, può compromettere il valore e le caratteristiche del sito culturale e naturale, nonché la qualità dell’esperienza della visita. Una simile attività di monitoraggio – sulla base, ad esempio, del numero di biglietti venduti o degli alloggi occupati in un determinato periodo dell’anno- permette di conoscere in anticipo i momenti di maggiore picco e, di conseguenza, di attivarsi al fine di allentare la pressione sul sito: tra le misure indicate, si consiglia, ad esempio, di limitare l’accesso alle zone più critiche del sito o, piuttosto, di aumentare il prezzo dei biglietti per le stesse.

L’elaborazione della strategia, infine, permetterà di celebrare i successi raggiunti e di correggere il tiro sui punti critici, in un costante spirito volto al miglioramento.

 

 

                                                                                                                                                     ultimo aggiornamento 6.8.21