“CITTA’ SOSPESE - SITI ITALIANI UNESCO NEI GIORNI DEL LOCKDOWN” 4 FOTOGRAFI DEL MINISTERO DELLA CULTURA RACCONTANO 11 CITTÀ ITALIANE UNESCO NEL PERIODO DELLE RESTRIZIONI TOTALI -

 

 

L’Istituto Centrale per la Grafica a Palazzo Poli in Fontana di Trevi (Roma) ha ospitato dal 21 maggio al 16 luglio 2021 la mostra fotografica “CITTA’ SOSPESE - Siti italiani UNESCO nei giorni del lockdown”, dedicata ad 11 città d’arte siti del Patrimonio Mondiale: Alberobello, Ferrara, Firenze, Matera, Napoli, Pisa, Roma, San Gimignano, Siena, Venezia, Urbino.

 

L'idea della mostra è nata dall'intento di testimoniare, attraverso le immagini, il vuoto improvviso creato dalla pandemia nelle città d’arte che fino a pochi giorni prima risuonavano delle voci e dei passi degli abitanti e di migliaia di turisti. Con queste parole il Ministro Franceschini ha inaugurato la mostra: le città “sono entrate in una surreale sospensione temporale: città e siti iscritti nella lista del patrimonio dell’umanità sono divenuti, loro malgrado, i simboli più potenti di una circostanza drammatica. ……Un’opera preziosa, che ha permesso di fissare a futura memoria la struggente bellezza delle nostre città in una circostanza che nessuno di noi avrebbe mai pensato di poter vivere. Questa bellezza, che è stata una luce anche nei momenti più bui, ora ci accompagna nella progressiva riapertura del Paese, rendendo ancora più evidente quanto la cultura sia la protagonista della ripartenza della nazione.”

 

Come ricordato dal Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Onofrio Cutaia, attraverso la fotografia la mostra ha voluto fornire un contributo all’interpretazione del periodo di lockdown “sia sotto il profilo estetico che semantico, proprio in virtù della sua vocazione silenziosa all’ascolto dei luoghi. Si è trattato di compiere un’azione che fosse allo stesso tempo di tutela e di rilancio dei luoghi stessi, senza venir meno al dovere e al senso di responsabilità durante quegli irripetibili giorni di chiusura totale” .

 

Le città, le strade, le piazze e i monumenti degli 11 siti UNESCO selezionati, sono stati scelti sia per la loro forte identità, sia per il fatto di essere connotati, nell’immaginario collettivo nazionale e internazionale, da una fitta e caratteristica presenza antropica. Così Margherita Guccione, Direttrice di MAXXI Architettura, e Carlo Birrozzi, Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – ICDD, hanno spiegato le ragioni della scelta: “La loro unicità – per la bellezza e la perfezione delle architetture, dei disegni urbani, delle superfici lavorate dal tempo, per la complessità e l’armonia di colori, forme e prospettive – che ha attratto da sempre visitatori da ogni parte del mondo, che li rende peculiari e li designa come ambasciatori della storia e della cultura italiana, li ha destinati ad essere, anche nell’assenza delle folle brulicanti di cittadini e turisti, nella cancellazione quasi totale del caos pulsante di vita, luoghi altamente simbolici della condizione universale in cui si è trovata, per la prima volta nella storia contemporanea, l’intera popolazione mondiale.” 

 

Uno degli aspetti che maggiormente ha caratterizzato il periodo del lockdown è stata la sensazione della sospensione del tempo, intesa anche come attesa e quindi come incertezza, e Maria Francesca Bonetti, curatrice della mostra, con queste parole commenta la scelta del titolo “Città sospese”:

Chissà se Italo Calvino, nel caso avesse potuto condividere con noi l’esperienza del più severo lockdown, così come l’abbiamo inaspettatamente e duramente attraversata nella scorsa primavera, avrebbe aggiunto un’altra categoria, un’altra serie di città alle undici (per una casuale quanto fatale coincidenza, undici sono anche le città scelte per il progetto qui presentato) che compongono, nel suo profetico romanzo "Le città invisibili "……………….Forse, allora, avremmo potuto leggere anche qualche paragrafo dedicato, ad esempio, a “le città sospese”…………… ma, al contrario delle città ‘invisibili’ descritte dal viaggiatore Polo-Calvino, le città che fotografi, reporter, documentaristi, foto- e video-amatori hanno ripreso nei giorni della prima, assoluta e del tutto inconsueta ‘chiusura’, sono sorprendentemente apparse – e proprio quando meno potevamo percorrerle, esplorarle, direttamente viverle, vederle e animarle – assolutamente ‘visibili’. ….le città, svuotate dei loro abitanti e dei loro turisti, private del caos e del flusso inarrestabile e disordinato di situazioni ed eventi, di auto in circolazione e folle brulicanti in movimento, quasi inanimate, si sono all’improvviso rivelate nella loro pura e sostanziale struttura, nel disegno cristallino dei tracciati e delle prospettive che secoli di storia urbanistica e architettonica hanno assegnato a ognuna di loro, nell’aspetto unico e irripetibile che hanno assunto nel tempo il profilo degli edifici, il tessuto delle strade, dei giardini e delle piazze, la qualità e la razionalità dei loro spazi.

 

La campagna fotografica, che ha dato vita a un fondo di oltre 2.500 immagini ed ha reso possibile la mostra “Città sospese”, è stata realizzata da Alessandro Coco (ICCD), Francesca Lo Forte (DG Organizzazione), Alfredo Corrao (DGCC), Giuseppe Zicarelli (Opificio delle Pietre Dure), con il supporto logistico della Task Force U4H creata per operare in zona di guerra o in caso di calamità naturali per la salvaguardia del patrimonio culturale, che ha consentito gli spostamenti lungo tutto il paese negli ultimi giorni del lockdown di primavera, prima dell’inizio della cosiddetta Fase 2. Come ricordato da Paolo Iannelli, Contact Point Task Force U4H, “ognuno di noi coglie degli eventi collettivi l’aspetto che prontamente ricade nell’ambito della propria attività e nel nostro caso l’attenzione si era posta sull’improvvisa mancanza, nelle città d’arte e di storia, dell’uomo, sul vuoto che si era venuto a formare nelle piazze, davanti ai monumenti più noti, nelle strade, nei musei, abituati come siamo a preservarli, questi luoghi storici, anche dalla pressione antropica. Ci è sembrato, quindi, che fosse importante documentare questo momento attraverso la lettura attenta che la fotografia spesso sa rendere”.

 

“Città sospese” è stata realizzata nell’ambito del progetto di promozione fotografica 2020 FermoImmagine, fortemente voluto dal Ministro Dario Franceschini e coordinato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, e fa seguito a “Italia in-attesa. 12 racconti fotografici” , che si è svolta a Palazzo Barberini dal 25 febbraio al 13 giugno 2021. Seguirà “Refocus. Archivio visivo della pandemia”, in programma dal 20 ottobre al 21 novembre 2021 alla Triennale di Milano, che presenta 360 immagini realizzate da 40 giovani fotografi (selezionati attraverso un bando) che hanno interpretato con una grande varietà di linguaggi e temi le esperienze, le situazioni e gli stati d’animo nel periodo della pandemia.

 

Attraverso questo video è possibile visitare virtualmente la mostra.