“DOBBIAMO INTEGRARE LA CULTURA NELLE STRATEGIE ECONOMICHE NAZIONALI PER LA RIPRESA SOCIALE E PER LO SVILUPPO A LUNGO TERMINE”: LA DICHIARAZIONE DEL G20 CULTURA
“Dobbiamo integrare la cultura nelle strategie economiche nazionali per la ripresa sociale e per lo sviluppo a lungo termine”: la Dichiarazione del G20 Cultura

 

 

Prima del Summit del G20 a presidenza italiana, alla presenza dei Capi di Stato e di Governo,  in programma il prossimo ottobre, i Ministri della Cultura del G20 che ha avuto luogo a Roma il 29 e il 30 luglio 2021 hanno adottato una Dichiarazione con cui chiedono che la cultura sia integrata nelle strategie economiche nazionali per la ripresa sociale e per lo sviluppo a lungo termine. I Ministri hanno espresso la loro richiesta dal Colosseo, nel Centro Storico di Roma, sito patrimonio dell’UNESCO.

 

L’incontro era stato aperto da Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei Ministri, da Dario Franceschini, Ministro della Cultura, e da Audrey Azoulay, Direttrice Generale dell’UNESCO. La Azoulay ha dichiarato: “Con questo G20 Ministeriale stiamo rafforzando l’impegno di mettere la cultura al centro delle politiche pubbliche in una delle assemblee più importanti per la cooperazione internazionale”. Ripetendo che la pandemia è stata un’opportunità per plasmare nuove politiche per sostenere gli artisti e la cultura, ha chiesto un miglioramento “nello status e nella protezione sociale dei creativi” e ha sottolineato il bisogno di correggere “l’iniqua distribuzione di valore tra i creativi e le piattaforme digitali”. Ha poi chiesto un forte impegno di fronte all’evoluzione delle minacce al patrimonio culturale. A questo proposito, la Azoulay ha lodato le recenti decisioni dell’Italia, tra cui quella di bandire le Grandi Navi da Venezia, così come il lancio di una Task Force speciale per la protezione del patrimonio, come proposte concrete per salvaguardare tutto il potenziale del patrimonio per le società.

 

I Ministri presenti a Roma hanno poi espresso la loro forte preoccupazione circa l'impatto dei cambiamenti climatici sulla conservazione del Patrimonio Mondiale e hanno proposto di dare maggiore rilevanza alla cultura come strumento di soluzione del problema, appoggiandone l'inserimento all'interno della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e favorendo allo stesso tempo l'implementazione delle linee guida internazionali per la preservazione del Patrimonio culturale.

 

I Ministri della Cultura dei Paesi del G20, le cui economie messe insieme rappresentano l’80% del PIL globale, e 9 rappresentanti di organizzazioni intergovernative, hanno esaminato i possibili modi per ricostruire meglio il settore culturale. I Ministri hanno studiato come sostenere la capacità della cultura, uno dei settori più colpiti dalla pandemia da COVID-19, di contribuire alla ripresa come volano di sviluppo socio-economico di lungo termine, di resilienza e benessere, in linea con il dettato delle Nazioni Unite dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e del 2021 - Anno Internazionale per l’Economia Creativa.

 

“La Dichiarazione del G20 Cultura ha la capacità di coniugare memoria e visione”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha aggiunto: “Proteggere la cultura, come fa l’UNESCO, significa contribuire al dialogo internazionale e al riconoscimento e al rispetto della diversità”.

 

Il G20 Cultura ha adottato la Dichiarazione chiedendo con urgenza ai propri Governi di dare la priorità agli investimenti nel settore culturale e delle attività a esso collegate. La dichiarazione riconosce il contributo delle industrie culturali, del patrimonio e del turismo culturale alla crescita economica e allo sviluppo sociale a lungo termine, incrementando i posti di lavoro e facendo aumentare la forza lavoro preparata. Le industrie culturali e creative (CCIs) e le attività connesse contribuiscono per 2.250 miliardi di $ (2.25 trilioni) all’economia globale, rappresentando fino al 3% del PIL, secondo il Rapporto dell’UNESCO Cultural Times.

Circa 29,5 milioni di persone sono impiegate nei CCIs e molti più giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni lavorano in questo settore, più che in ogni altro.

 

La Dichiarazione dei Ministri del G20 Cultura vuole incitare i Leader del G20 a riconoscere la necessità di aumentare gli investimenti nel settore della cultura nella Dichiarazione Finale del Summit G20.

Questi sforzi intendono preparare la strada all’integrazione permanente della cultura nel G20 e la preparazione della Conferenza Mondiale dell’UNESCO sulle Politiche Culturali e di Sviluppo Sostenibile MONDIACULT, in programma in Messico nel 2022.

 

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Fonte: UNESCO

Foto: Ministero della Cultura

 

2 agosto 2021