GLI IMPERDIBILI TESORI DI TIVOLI, ALLE PORTE DI ROMA
Gli imperdibili tesori di Tivoli, alle porte di Roma

     

 

Lo sapevate che Tivoli è sede di ben due siti patrimonio dell’UNESCO?

 

Se vi trovate nella Capitale, dunque, non perdete l’occasione di visitare a Tivoli (circa 27 km da Roma) Villa Adriana, patrimonio UNESCO dal 1998 e Villa d’Este, patrimonio UNESCO dal 2001.

 

Villa Adriana è costituita da un eccezionale complesso di edifici classici che combinano elementi architettonici egizi, greci e romani. Per costruire la villa, destinata ad essere la residenza suburbana dell’Imperatore Adriano, servirono circa vent’anni, tra il 118 e il 138 d.C. e vennero impiegate tecniche avanzate di costruzione e di idraulica.

 

Il progetto architettonico della Villa, considerata la regina delle Ville imperiali dell’antica Roma per l’imponente grandiosità dell’architettura, rappresentava una vera e propria città, estesa su un’area di circa 120 ettari e divisa in quattro nuclei: gli edifici di rappresentanza e termali, il Palazzo imperiale, la residenza estiva e la zona monumentale. La Villa riproponeva gli spazi della città romana ma anche le province dell’Impero. Oltre al Palazzo imperiale, vi erano templi, biblioteche, teatri, terme, ninfei, l’odeon, l’arena, l’accademia e poi parchi, magazzini e alloggi per la servitù e le guarnigioni.

 

Con il declino dell’Impero, la Villa subì varie razzie: per molti secoli venne lasciata in stato d’abbandono e sfruttata come cava di materiali da costruzione. Soltanto alla fine del XIX secolo, quando entrò nel patrimonio del Regno d’Italia, iniziarono le prime opere di recupero sistematiche, che si protrassero per tutto il XX secolo, coinvolgendo specialisti archeologi internazionali.

 

Il complesso di Villa d’Este, composto da palazzo e giardino, è un esempio unico di giardino all’italiana del Cinquecento e fu modello di altri giardini d’Europa per il suo progetto innovativo e la creatività delle componenti architettoniche del parco (fontane, bacini ornamentali, ecc.). Il giardino di Villa d’Este si estende lungo pendii scoscesi che scendono dal palazzo fino a una terrazza pianeggiante alla maniera di un anfiteatro. Ciascuno dei cinque principali assi trasversali del giardino termina in una fontana. Questa sistemazione degli assi e dei moduli fu adottata per nascondere la forma irregolare del giardino, per modificare attraverso un’illusione ottica la relazione tra le dimensioni trasversale e longitudinale, e per dare al palazzo una posizione centrale, sebbene esso sia fuori allineamento rispetto al complesso architettonico.

 

Il giardino di fontane costituisce un capolavoro di ingegneria idraulica sia per quanto riguarda la concezione generale dell’impianto, che per la complessità del sistema di distribuzione e per la realizzazione dei molteplici giochi d'acqua, con l’introduzione dei primi automi idraulici in Italia.

 

Il complesso, che copre un’area di circa 4,5 ettari e fu edificato su un precedente edificio monastico, venne realizzato da Pirro Logorio su incarico del cardinale ferrarese Ippolito II d’Este il quale, divenuto nel 1550 governatore della città laziale, desiderava una residenza adeguata al suo nuovo status.

 

Sulla piattaforma Archeo 3D Italia è presente un approfondimento sul sito archeologico di Villa Adriana, cliccate qui

 

30 agosto 2021