UN’ISTANTANEA SULLE ATTIVITÀ DELL’UNESCO NEL 2021: DAL RECUPERO DELL’APPRENDIMENTO AL FUTURO DELL’ISTRUZIONE
Un’istantanea sulle attività dell’UNESCO nel 2021: dal recupero dell’apprendimento al futuro dell’istruzione

 

Durante il corso del 2021 l’UNESCO ha contribuito in maniera significativa, con varie attività, al raggiungimento di diversi obiettivi, soprattutto in ambito scolastico ed educativo. In particolare, è stata prestata la massima l’attenzione alla riapertura in sicurezza delle strutture scolastiche e grande sostegno è stato fornito a studenti e insegnanti in tutto il mondo, per fronteggiare la forte crisi derivante dalla pandemia da Covid-19 ancora in atto.

 

Gli Stati Membri dell’UNESCO, con i loro Capi di Governo e i Ministri dell’Istruzione, hanno adottato la Dichiarazione di Parigi durante il Global Education Meeting, in seno alla Conferenza Generale dell’UNESCO: si tratta di un vero e proprio appello promosso dall’UNESCO e dalla Francia affinché possano aumentare gli investimenti finanziari in ambito educativo. Durante le fasi più dure della pandemia, infatti, 500 milioni di studenti non hanno avuto accesso a forme di educazione a distanza, soprattutto nelle regioni del sud del mondo: secondo le ultime stime fornite dall’UNESCO, ci sono ancora scuole chiuse totalmente o parzialmente in 112 Paesi. La situazione risulta anche preoccupante per le bambine e le ragazze, il cui accesso al sistema scolastico era precario in molti Paesi in Via di Sviluppo ben prima dello scoppio della pandemia. Tramite la Dichiarazione di Parigi, gli Stati Membri si impegnano quindi a migliorare gli investimenti, facendo affidamento sia sui finanziamenti pubblici che sulla cooperazione pubblico-privata.

 

E’ stato presentato anche il nuovo Report prospettico sull’istruzione, frutto di due anni di lavoro di una commissione indipendente. Il report, dal titolo “Reimagining our futures together: a new social contract for education”, prevede e chiede una riforma dei curricula scolastici e dei metodi di insegnamento per far fronte alle sfide collegate al cambiamento climatico, alla transizione digitale e alla globalizzazione. In particolare, tramite il report, si chiede:

 

1) l’adozione di forme di educazione che tengano conto dei diritti umani e del rispetto della diversità culturale;

2) l’insegnamento dell’educazione ambientale nei programmi scolastici;

3) il potenziamento degli strumenti digitali e il loro insegnamento.

 

Accanto alla pubblicazione del report, l’UNESCO ha anche lanciato una campagna, #LearnForOurPlanet, richiamando l’attenzione sulla necessità di investire maggiormente in un’educazione che possa dirsi sostenibile. L’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile (in inglese Education for Sustainable Development) fornisce agli studenti conoscenze, abilità e competenze così che possano diventare attori responsabili di un mondo più sostenibile. L’obiettivo ultimo è quello quindi di trasformare la società tramite l’istruzione e affrontare le nuove sfide in chiave sostenibile a livello economico, sociale, ambientale.

 

Con il report “Global Education Monitoring (GEM)” l’UNESCO ha voluto mettere in guardia sul crescente fenomeno della disuguaglianza e dell’esclusione scolastica, causati entrambi dagli elevati costi da sostenere e da una debole regolamentazione dell’istruzione privata da parte degli Stati. Il report rivela che ancora sono molte le famiglie che pagano una quota sproporzionata rispetto al loro reddito per garantire il diritto all’istruzione: solo il 7% dei Paesi dispone, tramite iniziative e fondi dedicati, di quote rivolte a studenti svantaggiati.
Tramite programmi ad hoc, in Paesi come Cambogia e Afghanistan, si è cercato anche di supportare ragazzi e adulti in ambito scolastico, consentendo a molti di loro di poter studiare e ricevere il diploma.

 

Il grande lavoro dell’UNESCO si è focalizzato poi sul fenomeno dell’incitamento all’odio, che rappresenta una minaccia costante ai diritti umani, alla libertà di parola e alla sicurezza sociale: soprattutto nel contesto della pandemia, le teorie delle cospirazioni, le fake news e i contenuti di odio si sono diffusi a macchia d’olio, aggravando pregiudizi esistenti e alimentando stereotipi pericolosi. Nei mesi di settembre e ottobre 2021 si è svolta a tal proposito la Prima Conferenza Globale dei Ministri, un’importante occasione di dialogo e incontro tra responsabili di politiche educative, esperti del settore e società civile: l’obiettivo è stato quello di alimentare una discussione su come affrontare e contrastare l’incitamento all’odio e le forme di discriminazione, fornendo possibili strategie e soluzioni.

 

 

 

Immagine: UNESCO

7 gennaio 2022