“CARSISMO NELLE EVAPORITI E GROTTE DELL’APPENNINO SETTENTRIONALE” CANDIDATURA ITALIANA ALLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO PER IL 2023
“Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale” candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2023

Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che si è riunito oggi in modalità telematica, ha deliberato come candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2023 il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale”.

La candidatura si basa sul criterio VIII della Convenzione del 1972 che fa riferimento a testimonianze straordinarie dei principali periodi dell’evoluzione della terra e riguarda una zona, ricca di depositi evaporitici che generano forme carsiche, particolarmente significativa per lo studio della disgregazione del supercontinente Pangea avvenuta circa 200 milioni di anni fa. L’intero complesso costituisce il primo e il più studiato carso evaporitico del mondo.

 

La riunione del Consiglio Direttivo è stata preceduta dall’Assemblea annuale alla quale ha rivolto un breve saluto il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ha sottolineato l’importanza dell’UNESCO e dell’educazione per far fronte alle principali sfide globali e costruire un mondo migliore.

Il Presidente della Commissione Nazionale, Franco Bernabè, ha ricordato i punti salienti dell’azione dell’UNESCO nel 2021 relativi alle raccomandazioni per una scienza aperta che faciliti la ricerca, ampliando la condivisone di dati, e sull’etica nell’intelligenza artificiale, incentrata sul rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e della parità di genere.

L’Italia quest’anno è stata rieletta nel Comitato del Patrimonio Mondiale, dopo 20 anni di assenza, e ha ottenuto 11 nuove nomine alle varie iniziative dell’UNESCO, tra cui il Patrimonio Mondiale, quello immateriale, le Città Creative, i Geoparchi e le Riserve della Biosfera.

All’italiano Vincenzo Balzani dell’Università di Bologna è andato il premio internazionale dell’UNESCO per le scienze fondamentali, “per l’impatto sostenibile delle sue eccezionali realizzazioni scientifiche nel campo delle scienze chimiche fondamentali e per gli sforzi profusi durante tutta la sua carriera per promuovere la cooperazione internazionale, l’insegnamento scientifico e lo sviluppo sostenibile”.

Tra le tante iniziative della Commissione Nazionale Bernabè ha ricordato il gruppo di lavoro di alto livello che ha sottoposto al Presidente del Consiglio delle proposte per il rilancio della ricerca scientifica, poi incluse nel PNRR, e il forte impegno nel settore educazione, anche alla luce dell’inserimento dell’educazione civica e ambientale nell’insegnamento scolastico.

Tra gli obiettivi del 2022 spicca l’organizzazione della conferenza internazionale di Firenze in occasione del 50esimo anniversario della Convenzione UNESCO sulla protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale.

 

 

                                                                                                                                                    25 gennaio 2022