LA MINISTRA DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MARIA CRISTINA MESSA PROMETTE AIUTI CONCRETI PER FAVORIRE LE STUDENTESSE DI MATERIE SCIENTIFICHE
La Ministra dell'Università e della Ricerca Maria Cristina Messa promette aiuti concreti  per favorire le studentesse di materie scientifiche

 

In occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, in una intervista al quotidiano La Repubblica, consiglia alle studentesse in procinto di scegliere la facoltà universitaria cui iscriversi di “Osare sempre. Non temere, non avere paura di niente, andare avanti e credere in se stesse".

 

Secondo l’ultimo rapporto di AlmaLaurea, le studentesse rappresentano oltre la metà dei laureati in Italia (58,7%) ma sono ancora troppo poche quelle che scelgono un indirizzo di studi scientifico. Nel 2020 solo il 18,9% ha terminato un corso di laurea in una materia STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) contro il 39,2% dei ragazzi. Inoltre, una volta terminati gli studi, le ragazze sono penalizzate sia sul lavoro che sullo stipendio.

 

A questo proposito, la Ministra ribadisce che “negli ultimi anni le donne si sono sempre più frequentemente iscritte all'università e rispetto ai loro colleghi uomini riescono a laurearsi in misura maggiore e con migliori risultati. Però le iscrizioni nelle materie scientifiche restano basse in senso assoluto. Se guardiamo ai dati relativi, l'aumento in alcuni corsi di laurea come quelli informatici (12%) è incoraggiante e fa ben sperare in un maggiore interesse. Eppure l'occupazione e il salario restano più bassi, del 20%. Qui bisogna intervenire".

 

La Ministra fa quindi riferimento alla possibilità di utilizzare "i fondi previsti dal PNRR” per “incrementare in media di 700 Euro il valore delle borse di studio per tutti, aumentandolo del 20% in più per le studentesse che scelgono lauree STEM".

 

Per quanto riguarda invece la Ricerca, la Messa spiega che "ai bandi per i 6 miliardi assegnati alla ricerca, sempre nell'ambito del PNRR, potranno accedere solo gli atenei o gli enti che rispettano la parità di genere. Sui piani e sui bilanci di genere si vigilerà, perché scrivere norme generali è facile ma poi bisogna andare a controllare cosa accade all'interno delle realtà che chiedono i nostri finanziamenti”.

 

In merito ai dati relativi alle donne che fanno ricerca nel mondo, segnaliamo l’interessante ultimo Rapporto sulla Scienza stilato dall’UNESCO, dove in particolare a pag. 26 (e seguente) della traduzione in italiano dell’Executive Summary da noi realizzata si illustra proprio questo aspetto.

 

La Ministra aggiunge poi che bisogna “insistere fortemente sulla interdisciplinarietà. Tra materie umanistiche e scientifiche può esserci una grande interazione, più che barriere e steccati. Penso ad esempio alla transizione ecologica, all'avanzamento tecnologico, alle trasformazioni urbane o ancora alla rivoluzione della mobilità: su questi temi molti studi umanistici, a cominciare dalla giurisprudenza o dagli studi sociali, possono essere la guida”.

 

Segnaliamo infine l'iniziativa condivisa L’Oréal-UNESCO, “For Women in Science Programme”, il connesso "For Women in Science International Awards", che premia ogni anno giovani ricercatrici impegnate nelle discipline STEM a livello internazionale, e l’iniziativa collegata “L'Oréal Italia per le donne e la scienza”, realizzata in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che premia annualmente giovani ricercatrici italiane.

 

 

 

Fonte intervista e immagine: quotidiano La Repubblica

 

11 febbraio 2022