INTERVENTO DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA CNIU ALLA SCUOLA ESTIVA DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE, "LA PRATICA FILOSOFICA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE. SIAMO QUEL CHE MANGIAMO".
Intervento del Segretario Generale della CNIU alla Scuola estiva di educazione allo sviluppo sostenibile, "La pratica filosofica per lo sviluppo sostenibile. Siamo quel che mangiamo".

Termina oggi la quinta edizione della Scuola estiva di educazione allo sviluppo sostenibile, dal titolo La pratica filosofica per lo sviluppo sostenibile. Siamo quel che mangiamo.

All'apertura dei lavoro, il 6 luglio, ha partecipato anche il Segretario Generale della CNIU Enrico Vicenti. Nel suo intervento introduttivo Vicenti ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa che svolgono un ruolo fondamentale per migliorare l’insegnamento dell’educazione civica e dell’educazione ambientale nelle scuole italiane. "Si tratta di obiettivi irrinunciabili per il potere trasformativo dell’educazione che deve aiutarci ad assumere stili di vita più sostenibili e per aumentare la scarsa consapevolezza dell’emergenza ambientale in cui ci troviamo in primis a causa del riscaldamento globale. Viviamo in “tempi difficili” caratterizzati da pandemia, siccità e scioglimento dei ghiacciai come dimostra la tragedia della Marmolada con la perdita di vite umane  proprio a causa dell’innalzamento sostenuto e prolungato delle temperature."

Con riferimento al tema della scuola quest’ anno, “siamo quel che mangiamo” Vicenti ha evidenziato come sia "di grande attualità perché le nostre scelte alimentari contribuiscono enormemente alla crisi ambientale facendo degli umani gli agenti del cambiamento climatico e dell’emergenza ambientale."  

La produzione alimentare, ha sottolineato il Segretario Generale,  è infatti causa di una fetta importante delle emissioni di gas serra, produce consumo di suolo e deforestazione, riduce la biodiversità, richiede fertilizzanti chimici dannosi per la salute, il clima e l’ambiente, necessità di un considerevole uso di acqua, un bene comune sempre più scarso. La sostenibilità vuol dire una ripartizione più equa della produzione alimentare per combattere la fame del mondo e per la lotta alle diseguaglianze.    

 

 

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