PROGETTO KENE: FOCUS SULLE SCUOLE DI FOTOGRAFIA DI MOHAMED KEITA
Progetto KENE: focus sulle scuole di fotografia di Mohamed Keita

 

Si è svolto ieri, 8 novembre, presso la Biblioteca Enzo Tortora di Roma, l’incontro con Mohamed Keita, fotografo ivoriano fondatore del Progetto KENE, la scuola/laboratorio permanente di fotografia per ragazzi dai 10 anni in su, con sedi a Bamako (Mali), Nairobi (Kenya) e a Roma. Gli scatti degli allievi sono parte essenziale della mostra allestita dal 28 ottobre al 25 novembre nella Biblioteca di Testaccio. Keita era affiancato dal giornalista Luca Attanasio, esperto di fenomeni migratori e autore del volume “Il bagaglio”, dedicato alle storie dei minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese senza nulla, proprio come era successo a Keita. 
 

Silvia Mongardo, della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, ha portato i saluti dei membri della CNIU e ha spiegato l'origine del progetto della mostra “Vicino/lontano. Viaggio alla scoperta del patrimonio culturale e naturale dell'immigrazione in Italia”, organizzata in occasione del 50° Anniversario della Convenzione UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale.

La mostra vede esposti complessivamente oltre quattrocento scatti, realizzati da fotografi provenienti dai Paesi con il maggior flusso migratorio verso l’Italia, con lo scopo di favorire il confronto e la reciproca conoscenza tra migranti e cittadini italiani. Le immagini sono suddivise tra il Palazzo delle Esposizioni e 4 Biblioteche del Comune di Roma

 

Durante l’approfondimento dal titolo "Progetto KENE: immagini e parole", moderato da Michele Colucci, ricercatore del CNR esperto di Storia delle Migrazioni, Mohamed Keita ha raccontato la sua esperienza di minore in fuga dalla guerra in Costa d’Avorio. Una volta arrivato in Italia, Keita ha potuto seguire un percorso di formazione nel campo della fotografia grazie a uno scatto da lui realizzato con una macchina fotografica usa e getta, con cui aveva fissato su carta il suo giaciglio per la strada. Da lì, il corso di fotografia offertogli da chi, vedendo quell’immagine, aveva capito il talento di cui era dotato questo giovane artista.

 

Ora, Mohamed Keita ha creato queste scuole di fotografia per aiutare chi è in difficoltà come lo è stato lui in passato e per offrire ai ragazzi del Mali, del Kenya (ma spera di poter aprire presto scuole anche in altri Paesi dell’Africa) e di Roma l’opportunità di scoprire il proprio valore, cosa che non era stata a lui concessa nel suo Paese di origine.

 

Luca Attanasio ha sottolineato l’importanza che il progetto della mostra riconosce per la prima volta al binomio immigrato-cultura, aspetto del fenomeno migratorio finora trascurato se non completamente ignorato.

 

Sono seguiti alcuni interventi da parte del pubblico che ha chiesto dettagli del suo percorso a Keita, raccontando allo stesso tempo le proprie esperienze di migrazione verso il nostro Paese, con le difficoltà di integrazione, soprattutto nei primi anni, ma anche con le opportunità di crescita createsi poi nel tempo.

 

Ricordiamo infine l'ultimo appuntamento in programma, cui parteciperà di nuovo Mohamed Keita:

 

Biblioteca Pier Paolo Pasolini - Viale Caduti per la Resistenza, 410/A

18 novembre ore 18.00: "Mali: immagini e parole"

 

Incontro con Mohamed Keita; Giovanni Boccardi, Architetto Conservatore, ex Funzionario UNESCO e Amedeo Siragusa, Fondazione Pianoterra Onlus. Si parlerà di Africa, in particolare del Mali, dell'immigrazione a Roma dalle rotte africane e del sito UNESCO Djenné.

 

 

Immagine: Mohamed Keita 

9 novembre 2022