“LA TRADIZIONE DELL’ALLEVAMENTO DEI CAVALLI LIPIZZANI”: ECCO LA NUOVA ISCRIZIONE ITALIANA ALLA LISTA RAPPRESENTATIVA DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE DELL’UNESCO
“La Tradizione dell’allevamento dei Cavalli Lipizzani”: ecco la nuova iscrizione italiana alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO

 

L’Italia ha da oggi una nuova iscrizione, la sedicesima, nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Si tratta dell’elemento “La tradizione dell’allevamento dei Cavalli Lipizzani”, candidatura transnazionale con capofila la Slovenia, che comprende, oltre all’Italia, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Ungheria, Romania e Slovacchia.

 

Il prestigioso riconoscimento è stato accordato durante la 17a sessione del Comitato per il Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO in corso a Rabat, in Marocco (28 novembre-3 dicembre 2022).

 

L’allevamento del "Cavallo Lipizzano" rappresenta un complesso patrimonio di conoscenze e pratiche tramandatesi nel corso dei secoli nelle aree politicamente e geograficamente assoggettate all’influenza asburgica. Dalla creazione della razza nel 1580 presso la città di Lipica, nell’odierna Slovenia, il Cavallo Lipizzano si è diffuso in tutti i Paesi dell’Impero austro-ungarico, implementando infrastrutture, architetture e saperi che continuano ancora oggi.

 

In Italia tale pratica, che riguarda l'allevamento e la conservazione della razza, si svolge nei Comuni di Montelibretti e di Monterotondo, nella Valle del Tevere a nordest di Roma, a opera delle Scuderie Lipizzane gestite dal Centro di Ricerca "Zootecnia e Acquacoltura" del CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria, vigilato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste).

 

 

 

 

 

Immagine: Centro Militare di Equitazione dell'Esercito - Copyright CREA 2018