IL PIANO DELL’UNESCO PER FAR RIVIVERE MOSUL

Mosul (in arabo: punto di collegamento) una delle città più antiche del mondo, ricca di storia e tradizioni, crocevia di scambi commerciali e culturali, ha visto nel tempo l’avvicendarsi di diverse civiltà ed è stata emblema della convivenza pacifica di diverse culture in uno stesso Paese, l’Iraq. Vi convivevano in armonia arabi, curdi, armeni, turcomanni, cristiani, siriaci. Nei tre anni di occupazione da parte dello Stato Islamico (2014-2017), che l’aveva scelta come propria capitale, le molte battaglie combattute si sono lasciate alle spalle macerie sia fisiche che culturali e sociali.

 

A febbraio 2018 la Direttrice-Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, ha lanciato l’iniziativa “Revive the Spirit of Mosul”, che prevede la ricostruzione e la riabilitazione di alcuni siti della città con il sostegno del governo iracheno, del Segretariato Generale delle Nazioni Unite e con il coordinamento dell’UNESCO. L’iniziativa non mira solo alla ricostruzione dei suoi monumenti e siti storici, ma si concentra anche sull’empowerment della popolazione, in modo da cambiare le sorti della città grazie alla cultura e all’educazione. L’azione si sviluppa quindi su un doppio binario: da un lato il restauro e la riabilitazione dei beni culturali, dall’altro la rinascita e il rafforzamento delle istituzioni educative e delle iniziative culturali.

 

Il lavoro svolto dall’UNESCO, a partire dal lancio dell’iniziativa, si è concentrato su diverse attività, la cui realizzazione è resa possibile, oltre che grazie a donazioni specifiche, come vedremo più avanti, anche grazie ai contributi degli Stati Membri.

 

Nell’ambito propriamente culturale, l’UNESCO ha riabilitato diverse biblioteche, contenenti testimonianze di antichi manoscritti, musei e altri spazi di dialogo e incontro. Allo stesso tempo, grazie a numerosi finanziamenti, per gli abitanti di Mosul sono stati istituiti programmi di occupazione nel settore tecnico, architettonico, educativo; sono state create partnership pubblico-private a scopo educativo-culturale e sono stati sviluppati hub nell’ambito dell’innovazione e della creatività. Tra le iniziative messe in campo per la ricostruzione e la riqualificazione della città, si ricorda anche la prima fiera del libro, svoltasi nel 2019 ad Al-Nujafi Street, grazie alla stretta collaborazione tra l’UNESCO e le ONG che operano sul territorio.

 

Per quanto riguarda i programmi educativi, l’UNESCO sta contribuendo alla ricostruzione di edifici scolastici danneggiati, cercando di garantire uguaglianza di genere nell’accesso all’istruzione e sviluppando programmi educativi idonei a supportare i più giovani da un punto di vista psicologico. Gli insegnanti inoltre hanno potuto seguire un programma di formazione ad hoc sulla prevenzione dell’estremismo violento.

 

Particolare attenzione è riservata anche ai siti del patrimonio, ricostruiti e riabilitati durante gli anni. Alcuni casi esemplari sono la ricostruzione della Moschea di Al-Nuri e del relativo minareto Al-Habda, avvenuta grazie ai finanziamenti degli Emirati Arabi Uniti, che hanno ripristinato anche le chiese di Al-Tahera e di Al-Saa’a; mentre con l’appoggio e le risorse messe in campo dall’Unione Europea sono stati riedificati alcuni quartieri nelle zone antiche delle città di Mosul e Basra.

 

L’importante lavoro supportato dall’UNESCO è stato anche oggetto di una mostra fotografica ospitata alla Biennale di Architettura di Venezia, dal 21 maggio al 21 novembre 2021, alla cui inaugurazione hanno partecipato la Direttrice-Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, e il Ministro della Cultura, Dario Franceschini. La mostra ha raccontato lo spirito di resilienza di Mosul e delle varie comunità che la abitano e che hanno affrontato quegli eventi traumatici.

 

L’UNESCO dunque, fedele alla propria missione, attraverso “Revive the Spirit of Mosul” mira a promuovere la ricostruzione post-conflitto, ridando spazio al pluralismo culturale che da sempre caratterizza la millenaria civiltà irachena.

 

 

29 novembre 2021