ADOTTATA LA PRIMA RACCOMANDAZIONE UNESCO SULL’OPEN SCIENCE: PER UNA SCIENZA PI٠ACCESSIBILE ED EQUA

Nella cornice della 41° Conferenza Generale dell’UNESCO, tenutasi a Parigi dal 9 al 24 novembre 2021, 193 Stati Parte hanno adottato il primo framework internazionale sull’Open Science: riconoscendo l’urgenza di affrontare sfide ambientali, sociali ed economiche interconnesse, così come la vitale importanza della scienza, della tecnologia e dell’innovazione per rispondere a tali sfide, si è cercato di fornire una definizione e un quadro giuridico universali così da rendere la scienza più trasparente e accessibile a tutti.

 

In cosa consiste l’Open Science? Secondo la definizione contenuta nella Raccomandazione dell’UNESCO, per Open Science si intende un costrutto inclusivo che combina attività e pratiche e rende la conoscenza scientifica aperta, più accessibile e utilizzabile da tutti. In questo modo possono aumentare e migliorare le collaborazioni scientifiche e la condivisione di informazioni, a beneficio della ricerca scientifica e della comunità. Essa comprende tutte le discipline scientifiche: le scienze di base, le scienze applicate, le scienze naturali e sociali e infine le scienze umane. L’Open Science rappresenta quindi un’importante occasione per migliorare la qualità della ricerca scientifica e rendere tale processo più trasparente, collaborativo e accessibile. In particolare, consente di implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e rende la scienza più vicina ai bisogni della società, dando inoltre eque opportunità di accesso a cittadini, ricercatori e decisori politici.

 

Il processo che ha portato all’adozione della Raccomandazione è stato guidato da un Comitato Consultivo per l’Open Science che, tramite sessioni di consultazioni inclusive e trasparenti, ha ricevuto 2900 input da 133 Paesi. Le consultazioni si sono focalizzate sugli input derivanti da 8 categorie di stakeholder: Giovani Scienziati; Società Civile; Accademie; Organizzazioni e Unioni Scientifiche; Biblioteche e Piattaforme con libero accesso; Classificazione dei Dati; Sistema delle Nazioni Unite; Popolazioni Indigene.

 

I valori chiave dell’Open Science sono riassumibili in 4 categorie: qualità e integrità; benessere collettivo; equità e imparzialità; diversità e inclusione. Per quanto riguarda il primo pilastro si fa riferimento all’elevato standard di ricerca e al rispetto per la libertà accademica e per i diritti umani; il benessere collettivo si riferisce all’Open Science in qualità di bene comune che deve quindi essere tutelato in quanto tale e appartenere all’umanità; il terzo valore chiave indica nella reciproca ed equa condivisione di informazioni e ricerche il percorso verso una migliore conoscenza scientifica; infine, per quanto riguarda la diversità e l’inclusione, si mira a una più ampia e varia partecipazione di conoscenze, lingue, ricerche, argomenti, studiosi e ricercatori.

 

Tramite l’adozione di questa importante Raccomandazione, i Paesi membri sono chiamati a investire in infrastrutture adatte all’Open Science e a contribuire alla formazione di competenze per coloro che intendono partecipare alle attività scientifiche. Più in particolare, ecco le diverse attività che devono essere implementate:

 

  • una maggiore promozione e comprensione dell’Open Science, dei benefici a essa associati e dei vari percorsi verso queste attività;
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  • lo sviluppo di un ambiente politico favorevole all’Open Science e maggiori investimenti nelle infrastrutture;
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  • un maggiore investimento in istruzione, formazione e competenze digitali;
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  • una maggiore pubblicità delle attività di innovazione nelle diverse fasi del processo scientifico;
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  • una migliore cooperazione internazionale e multilaterale al fine di ridurre divari digitali, tecnologici e di conoscenze.

 

Per far sì che le politiche relative all’Open Science possano funzionare nel migliore dei modi, devono essere adottati meccanismi di controllo e monitoraggio. Grazie a una combinazione di approcci qualitativi e quantitativi, è possibile valutare l’efficienza e l’efficacia di politiche e incentivi adottati; inoltre è possibile raccogliere buone pratiche e rapporti di ricerca, così come sviluppare strategie per diversi stakeholder e promuovere un approccio partecipativo.

 

Nonostante i progressi effettuati in questo ambito, restano tuttavia delle sfide cruciali da superare: è necessario per esempio rafforzare le infrastrutture e rendere la rete internet più affidabile e sicura; si deve evitare la creazione di monopoli commerciali dei dati di ricerca; bisogna sostenere invece una maggiore cooperazione multilaterale e avere più collegamenti con i sistemi di conoscenze delle comunità indigene; infine bisogna tener conto del collegamento tra l’Open Science e i diritti di proprietà intellettuale.

 

Avvicinarsi all’Open Science richiede pertanto un notevole cambiamento nell’ambito della cultura scientifica, passando da un approccio competitivo a uno collaborativo, ripensando la scienza come un processo e non come un prodotto, ma soprattutto come un bene per tutti e non per pochi.


Come ha sottolineato anche la Direttrice Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, “la Pandemia da Covid-19 ha evidenziato l’importanza delle pratiche di Open Science come l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche e la condivisione di dati scientifici”: tali attività infatti possono accelerare la ricerca e rafforzare i rapporti tra le politiche scientifiche e le società. Questa Raccomandazione, pertanto, servirà a incoraggiare maggiormente la scienza aperta, garantendo risultati vantaggiosi per tutti.

 

 

 

 

7 dicembre 2021