E' ONLINE IL RAPPORTO DELL’UNESCO SULLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E LO SVILUPPO DEI MEDIA

L'Organizzazione delle Nazioni Unite riconosce che la libertà di espressione è sia un diritto umano fondamentale che un abilitatore di altri diritti. Per questo l'UNESCO collabora ogni giorno con i governi, i media, le piattaforme online e tutti gli attori dell'economia dell'informazione.


 

È con questo spirito che l'UNESCO pubblica questo studio come terza edizione globale della sua serie di relazioni sulle tendenze mondiali in materia di libertà di espressione e sviluppo dei media (World Trends Report).

 

Il World Trends Report risponde a un compito chiave assegnato all'UNESCO dai suoi Stati Membri nella trentaseiesima sessione della Conferenza Generale, che ha chiesto all'Organizzazione di "monitorare, in stretta collaborazione con altri organismi delle Nazioni Unite e altre organizzazioni attive in questo campo, lo status della libertà di stampa e della sicurezza dei giornalisti...e riferire sugli sviluppi in questi settori alla Conferenza Generale".


 

L’edizione del World Trends Report 2021/2022 pone un accento particolare sulla comprensione del ruolo del giornalismo come bene pubblico, che a sua volta è una componente chiave della più ampia concettualizzazione dell'informazione come bene pubblico. I risultati si basano su un'analisi condotta dall'UNESCO in collaborazione con Data-Pop Alliance.

 

I dati utilizzati fanno riferimento alle tendenze della libertà nei media, al pluralismo, all'indipendenza e alla sicurezza dei giornalisti.

 

Dal Rapporto emerge come il giornalismo indipendente, che favorisce l'interesse pubblico rispetto ai programmi politici, commerciali o di fazione, è in pericolo. La rapida erosione dei modelli di business alla base della sostenibilità dei media ha aggravato la crisi della libertà e della sicurezza dei giornalisti di tutto il mondo. La risposta globale a queste sfide nel prossimo decennio sarà decisiva per la sopravvivenza di una sfera pubblica democratica.



Negli ultimi cinque anni, infatti, circa l'85% della popolazione mondiale ha subito un calo della libertà di stampa nel proprio Paese. Anche in Paesi con una lunga tradizione di salvaguardia del giornalismo libero, le trasformazioni finanziarie e tecnologiche hanno costretto i notiziari, soprattutto quelli che servono le comunità locali, a chiudere.

Con i lettori e i mercati pubblicitari proiettati sempre più verso il mondo digitale, i ricavi pubblicitari per i giornali sono crollati di quasi la metà nel periodo di dieci anni che si è concluso nel 2019. La recente pandemia da COVID-19 e l'impatto che questa ha avuto sull'economia globale non hanno fatto altro che esacerbare questa tendenza.

 

Durante la crisi da COVID-19 abbiamo visto come le nostre società abbiano bisogno di giornalisti e professionisti per informare i cittadini in un mondo sempre più complesso. Tuttavia, la pandemia ha anche evidenziato, e talvolta aggravato, le minacce che pesano sui media, dalla fragilità finanziaria agli attacchi nei confronti della libertà di stampa.

 

Per contrastare queste minacce bisogna prima studiarle e comprenderle, e questo ha fatto l'UNESCO agendo come osservatore globale e pubblicando questo importante Rapporto, scritto grazie al fondamentale sostegno dei partner UNESCO, in particolare la Svezia, attraverso il programma Multi-Donor sulla Libertà di Espressione e la Sicurezza dei Giornalisti.

 

L'edizione 2021/2022 del World Trends Report ha individuato tre grandi sfide e minacce.

 

La prima è la sicurezza dei giornalisti. Il Rapporto sottolinea la natura unica della questione, dimostrando che, nei Paesi interessati, la violenza contro i giornalisti non può essere semplicemente spiegata con il tasso complessivo di omicidi o d'impunità per i crimini violenti in generale. Il Rapporto mette anche in evidenza le nuove declinazioni di questo problema, come per esempio lo sviluppo della violenza online e di quella specificamente rivolta verso le donne giornaliste.

 

La seconda sfida, la libertà di stampa e d'informazione, fa riferimento a molte questioni sorte con l'avvento del digitale, come la regolamentazione del discorso online, che, se non accuratamente definito ed equilibrato, può mettere in pericolo la libertà di espressione. C'è anche la questione del crescente ruolo delle piattaforme online e dei loro algoritmi, che sono spesso non trasparenti quando si tratta di accesso alle informazioni, nonostante la diffusione di false informazioni e discorsi d'odio.

 

L'ultimo tema fa riferimento all'indipendenza editoriale, che spesso è correlata a una mancanza d'indipendenza finanziaria. Questo ci porta alla terza sfida: la sostenibilità economica dei media. Nel corso degli ultimi cinque anni, i ricavi pubblicitari globali dei quotidiani si sono dimezzati, sono cinque le piattaforme digitali che raccolgono oltre la metà del totale dei ricavi pubblicitari. Questo spinge i media a cercare nuovi modelli economici per sopravvivere.

 

Queste osservazioni sono al centro della Dichiarazione Windhoek+30, adottata nel 2021 nella Giornata Mondiale della Libertà di Stampa.
Trent'anni dopo l'adozione della Dichiarazione originale di Windhoek, i principi di libertà, pluralismo e indipendenza sono stati riaffermati per riflettere le esigenze e rispondere alle sfide contemporanee in materia di libertà di stampa. La nuova Dichiarazione richiama quindi l'attenzione sui principi della sostenibilità dei media, della trasparenza delle società di Internet, sull'alfabetizzazione mediatica e dell'informazione quali elementi chiave necessari per affrontare le sfide che si pongono oggi nel panorama dei media e dell'informazione.

 

Ragionando su questi sviluppi, il Rapporto fa notare anche l'importanza di rivalutare il nostro modo d'intendere, salvaguardare, e misurare la libertà di stampa e lo sviluppo dei media. La liberalizzazione e la promozione delle riforme per la libertà di stampa continua a essere essenziale, ma presa singolarmente non ci dà un modello per affrontare le attuali sfide del mondo della comunicazione.
C'è il rischio significativo che il futuro dei media sia determinato da interessi, sistemi e tecnologie che non danno priorità ai diritti umani, alla democrazia e allo sviluppo sostenibile come loro principale ragion d'essere.
Ecco perché i principi delle dichiarazioni Windhoek e Windhoek+30 richiedono una costante valutazione e rivalutazione, in modo da essere sempre adattati e rinnovati.


 

ll World Trends Report svolge questo compito iniziando con un capitolo speciale, analizzando il ruolo del giornalismo come bene pubblico. Il Rapporto esamina poi le tendenze globali in materia di libertà dei media, pluralismo dei media e indipendenza dei media negli ultimi cinque anni, seguito da un capitolo sulle tendenze in materia di sicurezza dei giornalisti. Le questioni riguardanti la disinformazione e la relativa sfida della trasparenza d'Internet sono contenute in tutte queste sezioni. L'attenzione al ruolo del pubblico e la conseguente necessità di mezzi d'informazione e di alfabetizzazione è particolarmente presente nelle discussioni sul pluralismo. La relazione si conclude con una lungimirante analisi su come affrontare le sfide della libertà di espressione e dello sviluppo dei media.


Poiché l'informazione è un bene comune globale, indispensabile per aprire un dialogo all'interno e tra le nostre società, migliorare lo status della libertà di stampa è fondamentale per il mandato dell'UNESCO, che ha l'obiettivo d'incoraggiare il libero flusso di idee utilizzando le parole e le immagini come strumento di promozione per la pace e il dialogo.

 

 

25 luglio 2022