Il Museo virtuale UNESCO dei beni culturali trafugati è la prima piattaforma globale dedicata al tema del traffico illecito di beni culturali. Più di una semplice esperienza digitale immersiva, tramite l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, il Museo Virtuale rappresenta una svolta negli sforzi della comunità internazionale volti a sensibilizzare l’opinione pubblica, in particolare i giovani, rispetto a queste importanti tematiche.
Il Museo Virtuale dell’UNESCO raccoglierà modelli tridimensionali con relative narrazioni multimediali di circa 600 oggetti culturali trafugati. Si tratterà di un’esposizione virtuale in costante evoluzione. La sua collezione si amplierà man mano che verranno registrati nuovi furti e che gli oggetti verranno recuperati e restituiti; inoltre, le buone pratiche saranno documentate e rese disponibili al pubblico nella Sala Ritorni e Restituzioni.
Uno strumento educativo innovativo
Il Museo Virtuale dimostra il valore del patrimonio culturale come fonte della nostra identità e parte dei nostri diritti culturali e riconosce il legame inestricabile tra patrimonio culturale materiale e immateriale e l’importanza di proteggere il patrimonio culturale in tutte le sue forme.
Il Museo comprenderà oggetti culturali di vario tipo e di diverse epoche storiche provenienti da tutte le regioni. Per la prima versione del Museo Virtuale, presentata durante la conferenza internazionale UNESCO MONDIACULT 2025, gli oggetti sono stati selezionati tra quelli elencati nel database INTERPOL Stolen Works of Art, l’unico database internazionale di informazioni certificate dalla polizia su oggetti d’arte rubati e scomparsi.
Il Museo presenta narrazioni e testimonianze delle comunità locali colpite dal fenomeno, evidenziando così come il traffico illecito di beni culturali porti anche a una perdita di conoscenze e competenze e a un indebolimento dei legami con la storia e la tradizione, essenziali per mantenere il dinamismo e la diversità delle nostre espressioni culturali.
Una sala dedicata al rientro e alla restituzione
La sala Rientro e Restituzione presenterà le migliori pratiche attuate nel quadro della Convenzione UNESCO del 1970 concernente le misure per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali e oltre. Saranno presentati casi emblematici di restituzione in cui è stato coinvolto l’UNESCO, così come altri casi identificati in collaborazione con tutte le parti interessate.
Digitalizzazione degli oggetti trafugati
Il Museo Virtuale utilizza tecnologie all’avanguardia, digitalizzazione 3D e 2D e realtà virtuale, per riportare in vita gli oggetti. Queste tecnologie digitali offrono un’esperienza immersiva davvero unica e intuitiva, consentendo ai visitatori di avvicinarsi e di interagire in modo significativo con questi tesori mancanti dell’umanità. L’obiettivo non è solo quello di mettere in luce il valore del loro patrimonio culturale, ma anche di comprendere il significato spirituale, culturale e storico della loro scomparsa.
Il progetto mira a:
- sensibilizzare sull’importanza della tutela del patrimonio culturale e della lotta al traffico illecito di beni culturali;
- sostenere gli Stati membri con lo sviluppo delle capacità e l’assistenza tecnica per l’inclusione di oggetti nella banca dati INTERPOL sulle opere d’arte trafugate;
- fornire informazioni su come il traffico illecito di beni culturali colpisce persone e comunità e mina i diritti culturali;
- condividere buone pratiche e storie di successo sul tema;
- riunire le parti interessate nella lotta contro il traffico illecito;
- aumentare la vigilanza sul mercato dell’arte.
Autore del progetto è Francis Kéré, rinomato architetto del Burkina Faso e vincitore del Premio Pritzker di Architettura 2022, incaricato di concepire un Museo che rifletta la visione olistica della cultura dell’Organizzazione. Il Museo trae ispirazione da un albero di baobab, simbolo del patrimonio culturale come fondamento della nostra identità, come “radici” delle comunità.
