Accordi per la restituzione di beni culturali: le buone prassi dell’Italia

Il 27 giugno scorso si è svolta all'UNESCO una tavola rotonda su “Nuove forme di accordi e di cooperazione nel campo della restituzione dei beni culturali”, nel corso della quale sono stati illustrati alcuni casi concreti di buone prassi.

 

Un ruolo di primo piano nel settore è stato riconosciuto all'Italia, unico Paese invitato a illustrare due casi di restituzione, uno verso la Grecia e uno verso la Cina.

 

Nel suo intervento di apertura, il Direttore Generale Aggiunto (ADG) per la Cultura, Ernesto Ottone Ramirez, ha sottolineato il ruolo essenziale del dialogo e della cooperazione internazionale in materia di proprietà culturale, come sancito già nella Convenzione del 1970, primo strumento internazionale dedicato al contrasto dei traffici illeciti di beni culturali in tempo di pace.

 

Il primo caso illustrato riguarda il ricongiungimento del '”frammento di Fagan” dal Museo Antonio Salinas di Palermo al fregio del Partenone presso il Museo dell'Acropoli, avvenuto nel giugno 2022.

 

Quello che inizialmente doveva essere un prestito si è tramutato in una restituzione che ha permesso di rafforzare significativamente la cooperazione culturale tra i due Paesi: i rappresentanti della Grecia hanno ringraziato calorosamente l'Italia, evidenziando inoltre l'urgenza di restituire al Museo dell'Acropoli gli altri frammenti del Partenone sparsi in tutta Europa.

 

E’ stato poi illustrato il caso relativo alla restituzione di 796 manufatti alla Repubblica Popolare Cinese, avvenuta grazie al ruolo essenziale del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dell'Arma dei Carabinieri. Successivamente, il Ministero della Cultura italiano ha preso contatto con le autorità competenti della Repubblica Popolare Cinese, aprendo così la strada alla firma di un accordo bilaterale sul contrasto al traffico illecito di beni culturali.

 

Immagine: © UNESCO Autore Francesco Bandarin

 

 

3 luglio 2023