E’ stata completata, dopo 17 anni, la digitalizzazione dei 5205 documenti processuali relativi alla tragedia del Vajont. Il fascicolo cartaceo resterà custodito per sempre a Belluno, nell’Archivio di Stato, come stabilito dalla Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura (MiC).
“Il decreto, firmato dal Direttore Generale Archivi, Antonio Tarasco, stabilisce la destinazione del fascicolo che, riportandolo a casa, onorerà la memoria delle vittime e contribuirà a rafforzare l’identità culturale e la coesione sociale della comunità bellunese. La memoria è un moto attivo, è la capacità di dare un luogo fisico alla storia. La digitalizzazione del fascicolo, inoltre, aiuterà a tenere vivo quel ricordo per tutti gli italiani”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi.
La presenza della parte documentale va a integrare quella delle testimonianze materiali costituite dai materiali probatori, già disponibili per la fruizione al Museo del Vajont, ricostituendo, in un percorso unico, l’unità delle testimonianze e rappresentando un presidio di memoria nei luoghi del disastro.
Ricordiamo che l’Archivio Processuale del Disastro della Diga del Vajont è stato iscritto nel Registro Internazionale della Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2023.
Fonte: Comunicato stampa MiC
Immagine dal dossier di candidatura – Longarone
