Deontologia e violenza di genere online: le conseguenze dell’odio digitale da “Backlash” a Michela Murgia

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“Io non sto zitta: come uccide la cyber-misoginia” è il convegno organizzato da Luisa Betti Dakli, Responsabile della Commissione pari opportunità dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, che si è svolto mercoledì 4 dicembre nella sala dell’Ara Pacis di Roma.

La violenza online è diventata la nuova emergenza sul fronte della sicurezza delle giornaliste, delle donne che osano esporsi e parlare.  Il fenomeno dell’hate speech, profondamente interconnesso a quello della disinformazione virale, rivela caratteri specifici quando investe donne e ragazze, sconvolgendo le loro vite e spingendole anche alla morte, come mostra il documentario canadese: Backlash: misogyny in the digital age, girato da Lea Clermont-Dion e Guylaine Maroist, che ha fatto da filo conduttore del convegno.

I risultati dello studio sull’impatto della violenza online sulle giornaliste,  The Chilling: Global trends in online Violence against Women Journalists, commissionato dall’UNESCO all’International Center for Journalists nel 2021, sono stati presentati al convegno da Francesca La Rovere, responsabile per l’Uguaglianza di Genere della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Condotto su un campione di 901 giornaliste di 125 Paesi del mondo da un team di esperti internazionale, il sondaggio ha rivelato che il 73% delle giornaliste  intervistate ha fatto esperienza di violenza  online, subendo minacce di violenza fisica o di morte (25%), minacce di violenza sessuale (18%) e per 1/5 di loro (il 20%), gli attacchi si sono trasferiti nel mondo reale con effetti devastanti. Le conseguenze più dirette di questa forma di violenza, per lo più orchestrata contro di loro (41%), sono il grave disagio emotivo (38%), il raffreddamento della propria presenza online (20%), l’autocensura (30%), ovvero il loro ritirarsi dal dibattito pubblico. Alcune reagiscono con forza, come nei due grandi casi di studio presi in esame.

Laura Boldrini, deputata, già Presidente della Camera, ha partecipato al convegno portando la sua personale testimonianza.

Sono intervenuti inoltre: Guido D’Ubaldo, Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio; Maria Lepri, Segretaria Ordine dei giornalisti del Lazio; Luisa Betti Dakli, Responsabile della Commissione pari opportunità dell’ Ordine dei giornalisti del Lazio; Martina Chichi, Senior Campaigner, Discrimination Specialist per Amnesty International Italia; Donatella Martini,  presidente Donne in quota e Lobby Europea delle donne (EWL); Antonella Napoli, giornalista e direttrice di Focus on Africa; Graziella Priulla, sociologa e saggista, già docente ordinaria all’Università di Catania.

 

Foto di Lucrezia Cairo