Giornata internazionale della lingua madre 2026 – evento online organizzato dalle Scuole Italiane Associate UNESCO ASPnet

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Nell’ambito del Progetto Scuole Italiane Associate UNESCO ASPnet, promosso dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’istruzione e del merito, si è tenuto online l’evento di celebrazione dell’International Mother Language Day: la Giornata internazionale della lingua madre proclamata dalla Conferenza generale Unesco nel novembre 1999 su proposta del Bangladesh che viene celebrata ogni anno il 21 febbraio per promuovere la diversità linguistica e culturale ed il poliglottismo.

Le Scuole Italiane Associate dell’UNESCO ASPnet hanno celebrato la Giornata per sostenere l’importanza di sistemi educativi che riconoscano e valorizzino la lingua di ogni studente e il plurilinguismo, attraverso il contributo di esperte a livello internazionale e nazionale e la presentazione di buone pratiche realizzate nella scuola dell’infanzia e nella primaria, nella secondaria di primo e secondo grado, anche considerando che il tema della Giornata internazionale della lingua madre del 2026 è “Molte lingue, un solo futuro: le voci dei giovani sull’educazione multilingue”, per sottolineare il ruolo che svolgono i giovani per promuovere la diversità linguistica. La lingua è infatti più di un mezzo di comunicazione: è fondamentale per l’identità, l’apprendimento, il benessere e la partecipazione alla società.

Per la Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO ha portato un saluto la Dott.ssa Angelica Fei che ha ricordato anche il Decennio internazionale delle lingue indigene del mondo (2022-2032): un progetto di cui l’UNESCO è capofila e che ha l’obiettivo di salvaguardare un intero settore della diversità culturale mondiale. Attraverso questo ampio programma, che mira a richiamare l’attenzione del mondo sulla situazione critica di molte lingue indigene, l’UNESCO si adopera per incoraggiarne l’uso nei servizi pubblici e per garantire una maggiore considerazione delle conoscenze che esse veicolano, preziose per affrontare sfide cruciali come la lotta alla fame o la tutela della biodiversità.