Il mondo della transumanza ieri e oggi: la Giornata di studio a Roma

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Si è tenuta ieri a Villa Celimontana a Roma, presso la Società Geografica Italiana (SGI), la Giornata di Studio I “mondi” delle transumanze, patrimonio vivente in cammino. Tradizioni. Pratiche. Innovazioni, promossa dalla Federazione Italiana dei Club per l’UNESCO (FICLU) e dalla stessa SGI.

In apertura dei lavori Claudio Cerreti, presidente della SGI, ha sottolineato la necessità di restituire alla pratica della transumanza un ruolo economico, sottraendola all’aspetto folkloristico e facendone un orizzonte di vivibilità. I saluti istituzionali sono proseguiti con l’intervento del Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Enrico Vicenti, che ha accolto con favore l’iniziativa, frutto di un accordo tra FICLU e SGI che potrebbe estendersi anche ad altre iscrizioni nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale, come L’arte della costruzione in pietra a secco.

Una simile iniziativa, ha proseguito Vicenti, rientra compiutamente nel mandato istituzionale della FICLU e nel ruolo che i Club svolgono nei territori come attivisti che diffondono gli ideali dell’UNESCO, promuovendo la diversità culturale. Tornando alla transumanza, è una candidatura transnazionale cresciuta nel tempo, estendendosi a Paesi molto diversi per collocazione geografica, e che pure trovano in questa pratica culturale terreno comune d’incontro e di reciproco riconoscimento, divenendo strumento di pace e comprensione tra i popoli.

La Presidente della FICLU, Teresa Gualtieri, ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto con la SGI e ha sottolineato come, attraverso le Convenzioni UNESCO, si sia ormai diffusa la consapevolezza del ruolo da protagonista delle comunità nel processo decisionale della pianificazione territoriale.

Ha concluso la parte introduttiva il Prof. Pier Luigi Petrillo – Cattedra UNESCO Intangible Cultural Heritage and Comparative Law, presso Unitelma Sapienza di Roma, che ha sottolineato 3 rilevanti elementi riferibili al Patrimonio Culturale Immateriale: l’importanza dei giovani, attori della trasmissione delle pratiche culturali, il rafforzamento della pace, in quanto il patrimonio spesso unisce Paesi profondamente divisi dal punto di vista politico, infine, la risposta alla crisi climatica, che molte volte il ritorno alle pratiche tradizionali può fornire.

La giornata di studio è proseguita con tre sessioni dedicate alle pratiche della transumanza dell’Italia settentrionale, centrale e del Sud e delle isole, a cura dei fiduciari regionali della SGI e dei membri dei club aderenti alla FICLU.

 

 

Immagine: Ph: Mauro Gambicorti
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