È stato pubblicato lo scorso 2 settembre il nuovo Rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, intitolato Limiting Overshoot (“Arginare lo sforamento della soglia limite”), a cura del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UN Environment Program – UNEP) e dedicato all’analisi della situazione climatica globale.
Il Rapporto mostra inequivocabilmente che il superamento della soglia di 1.5° rispetto alle temperature pre-industriali è ormai inevitabile e avverrà nel giro di pochi anni. Questo limite era stato fissato dall’Accordo di Parigi sul clima del 2015, il trattato sul cambiamento climatico firmato da quasi tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite mirante a fermare l’aumento delle temperature globali.
Nel documento si asserisce che l’unica strada ormai percorribile resta quella di ridurre quanto più possibile la durata del periodo di sforamento per dare così inizio a un graduale ritorno alle temperature pre-industriali. L’unico modo per garantire questo processo consiste nel taglio immediato e sostanziale delle emissioni di gas-serra (tra cui il metano), accompagnato da pratiche ambientali sostenibili come l’afforestamento (il ripotenziamento ambientale delle zone forestali). Nel frattempo, alle comunità e alle economie di tutto il mondo è richiesto di portare avanti delle strategie di adattamento nei confronti dell’impatto del surriscaldamento globale sul pianeta.
Lo scenario alternativo, nel caso in cui non verranno prese delle drastiche misure di contenimento delle emissioni, prevede un inarrestabile innalzamento delle temperature, con effetti sempre più devastanti sulla vita sulla terra. Per questo, il Rapporto delinea una serie di strategie che dovrebbero essere perseguite da tutti gli Stati per far sì che le temperature tornino a ridursi, avviando un lungo processo di ritorno a una “normalità” ad oggi gravemente compromessa.
L’UNESCO è in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico, che nel minacciare la cultura e la natura in ogni sua forma fomenta l’acuirsi delle ineguaglianze e i potenziali conflitti. Tutti i programmi dell’UNESCO tutelano dei beni culturali e naturali tanto importanti quanto fragili, dai monumenti artistici e paesaggistici del Patrimonio Mondiale alle tradizioni del Patrimonio Culturale Immateriale, dalla virtuosa coesistenza di uomo e natura nelle Riserve della Biosfera a quella di natura, protezione, educazione e sostenibilità nei Geoparchi. Al contempo, tutti questi programmi custodiscono importanti strategie naturali e culturali per la lotta al cambiamento climatico in un’ottica di mitigazione e adattamento.
Affrontare il cambiamento climatico è possibile solo attraverso uno sforzo condiviso a livello globale. Per questo motivo, in questo momento storico di crisi dei rapporti internazionali, è importante potenziare e aggiornare il modello di dialogo interculturale multilaterale perseguito dalle organizzazioni internazionali, il cui spirito culturale è custodito e propagato dall’UNESCO in tutte le sue iniziative.
