Inaugurata a Bethlehem la mostra internazionale “Machines for Peace” della Rete delle grandi Macchine a spalla, iscritte nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale

È stata inaugurata il 4 aprile a Bethlehem, in Terra Santa, la mostra ” Machines for Peace” che la Rete delle grandi Macchine a spalla italiane realizza con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, del Consolato d’Italia a Gerusalemme, del Comune di Bethlehem, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura e con la partecipazione dei Comuni e delle Diocesi e Arcidiocesi delle Città della Rete -Viterbo, Sassari, Palmi e Nola – della Federazione Nazionale dei Club per l’UNESCO, del Rotary International e F.R.A.C.H., di Meraviglia Italiana.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta nelle sale del Bethlehem Peace Center, dove la delegazione italiana guidata da Patrizia Nardi, referente dell’Elemento “Celebrations of shoulder-borne processional structures” e responsabile tecnico scientifico del Progetto UNESCO della Rete è stata accolta dal sindaco di Bethlehem, Hanna Hanania, alla presenza del Console Generale d’Italia a Gerusalemme Giuseppe Fedele, dell’Ambasciatore palestinese presso l’UNESCO Mounir Anastas, dell’Ambasciatore del Giappone in Palestina Yoichi Nakashima, di Giovanni Scepi che ha rappresentato l’Ufficio UNESCO DI Ramallah, del Rappresentante della Sede Estera dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in Palestina Guglielmo Giordano, di Padre Issa Snow della Basilica della Natività, dell’amministrazione comunale di Bethlehem.

Della delegazione italiana per la promozione del progetto “Macchine di Pace” hanno fatto parte, per i soggetti istituzionali, la Sindaca di Viterbo Chiara Frontini, le comunità della Rete in GRAMAS con Luca De Risi presidente, Massimo Mecarini e Sandro Rossi per il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Marialuisa Lovecchio per il Sodalizio della Varia e Daniele Laface presidente del Comitato Varia Palmi insieme a Francesco De Falco presidente della Fondazione Festa dei Gigli di Nola. Presenti Luca Ruzza di Open Lab Company, che ha curato l’installazione insieme a Francesco De Melis, regista del film e dell’affresco digitale “Il nostro tempo infinito e sospeso” durante il lockdown; quindi l’artista Giuseppe Fata, autore della testa-scultura del progetto “Simulacrum” che accompagnerà la mostra nell’itinerario europeo.

Con la delegazione italiana anche il prof. Giorgio Andrian, esperto internazionale e docente dell’Università di Bethlehem , che ha dato sostegno alla Rete nei rapporti con l’autorità comunale della città.

I temi trattati negli interventi delle autorità intervenute hanno spaziato dal valore assoluto di un patrimonio culturale come strumento di dialogo tra territori, individui, gruppi e Nazioni, alla necessità di un impegno deciso, circolare e costante nel costruire ponti di relazioni tra comunità, soggetti istituzionali, decisori politici ed esperti – così come è avvenuto per la strutturazione del progetto italiano – allo scopo di creare ambiti sempre più ampi di intervento che possano aiutare a tracciare nuovi percorsi finalizzati alla consapevolezza del valore del patrimonio, allo sviluppo sostenibile dei territori, alla convivenza pacifica tra i popoli.

Un dovere e una missione particolarmente sentiti dalla Rete delle grandi Macchine a spalla che, con il progetto Macchine di Pace, intende dare concretezza alla sua azione celebrando con un messaggio forte e chiaro il decennale del suo riconoscimento UNESCO che coincide, nel 2023, con i vent’anni della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

“E’ stata un’ esperienza straordinaria, umana e professionale” ha dichiarato Patrizia Nardi ” che ha creato le condizioni per poter mettere in atto un’azione concreta di collaborazione e cooperazione internazionale partendo dal valore inclusivo e universale che un Patrimonio UNESCO deve dimostrare di avere: bisogna essere Patrimonio dell’Umanità ogni giorno, con le azioni, i fatti e l’esempio. Ringrazio per il sostegno il Ministro Antonio Tajani e gli Uffici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, centrali e in Terra Santa, il Console d’Italia a Gerusalemme Giuseppe Fedele, il Ministero della Cultura e quanti, della grande delegazione italiana della Rete, hanno dato il loro prezioso apporto. Ringrazio il co-curatore della mostra, Taisir Masrih Asbun, per la grande professionalità e lo spirito di collaborazione e di cooperazione con cui ha lavorato”.