Intervento del Presidente della CNIU Franco Bernabè alla giornata dedicata all’apprendimento permanente e al ruolo delle città italiane Learning Cities e Creative Cities dell’UNESCO.

 

 

Nel suo intervento di apertura dei lavori, Bernabè ha messo in luce l’importanza delle città per le iniziative dedicate all’educazione permanente e il programma dell’UNESCO delle Learning Cities, che oggi raccoglie 292 adesioni in 76 paesi.

Il tema dell’educazione è centrale per l’attività dell’Unesco, che nei suoi primi decenni di vita ha svolto un’incessante opera di alfabetizzazione con campagne mirate in molti paesi del mondo, incluso il nostro, ed ha esteso il suo raggio d’azione ai diversi livelli scolastici, fino ad approdare al settore dell’Educazione Permanente.

Bernabè ha anche ricordato che l’UNESCO, di fronte al drammatico impatto della pandemia sui sistemi educativi di gran parte del mondo, ha promosso una Commissione sul futuro dell’educazione che ha contribuito in maniera determinate al “Transforming Education Summit” delle Nazioni Unite del settembre 2022, anno in cui ha anche organizzato la Conferenza Mondiale sull’Educazione degli Adulti.

In un mondo del lavoro dove la velocità dei cambiamenti è senza precedenti e in un contesto globale caratterizzato da continue rivoluzioni tecnologiche che disegnano nuovi bisogni e nuovi sistemi di produzione, il “Life Long Learning” appare sempre più necessario, perché una riorganizzazione della società e dell’economia richiede nuovi saperi, competenze e capacità di analisi che favoriscano adattabilità e flessibilità.

“L’apprendimento permanente è una condizione irrinunciabile per favorire una cittadinanza attiva che sappia comprendere le sfide globali e sappia leggere la realtà con spirito critico e partecipativo per realizzare una democrazia compiuta.”

Tenuto conto che in Italia si deve constatare una progressiva riduzione della spesa in educazione e ricerca, che oggi è al di sotto della media OCSE, un tasso di giovani laureati ben al di sotto della media europea e la persistente diseguaglianza di genere e geografica, oltre al consistente fenomeno della dispersione scolastica, che secondo dati INVALSI del 2019 riguarda uno studente su cinque, Bernabè ha fatto appello affinché il Paese investa in educazione permanente, recuperando al mondo dell’istruzione persone che se ne sono allontanate troppo presto.

Ha anche ricordato che, ai fini dello sviluppo delle competenze e dell'occupazione, le partnership con il settore privato e le organizzazioni di comunità rivestono un ruolo strategico.

L’iniziativa di mettere a confronto le città italiane della rete delle learning cities con le Cattedre UNESCO che vantano al loro interno attività di ricerca funzionali allo sviluppo del “Life Long Learning” assume una grande importanza tenuto conto che, come ha sostenuto il sociologo americano, Alvin Toffler, “gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere o scrivere bensì quelli che non potranno imparare, disimparare e nuovamente imparare”.

 

 

 

 

2 novembre 2023