La 47sima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO – 6-16 luglio, Parigi

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Si è tenuta dal 6 al 16 luglio, nella sede dell’UNESCO a Parigi, la 47sima sessione annuale del Comitato del Patrimonio Mondiale, l’organo dell’UNESCO incaricato di implementare la Convenzione del 1972 per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale. In questa edizione, presieduta dalla Bulgaria e con l’Italia all’ultimo anno del suo mandato quadriennale in seno al Comitato, sono stati iscritti 26 nuovi siti del Patrimonio, divisi in 21 siti culturali, 4 naturali e 1 misto. In questo modo, i siti del Patrimonio Mondiale diventano 1248, ubicati in 170 dei 196 Stati membri della Convenzione. L’Italia ha iscritto un nuovo sito, le “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas”, continuando così a detenere il primato mondiale per numero di siti (61), tra cui 55 culturali e 6 naturali.

Nel suo discorso di apertura, la Direttrice Generale dell’UNESCO Audrey Azoulay ha definito la Convenzione un’impresa “visionaria”, che nei suoi più di 50 anni di attività ha contribuito all’educazione alla pace tra i popoli attraverso la protezione comunitaria della cultura e della natura. Come ribadito dalla Direttrice Generale, la Convenzione, grazie al suo amplissimo numero di Stati membri, è una delle più ratificate nella storia, mostrando così come il patrimonio sia ad oggi “l’unica forma di multilateralismo che non conosca crisi”. Proprio in virtù di questa sua forza, la Convenzione deve ora affrontare senza esitazione le grandi problematiche del Patrimonio ai nostri tempi, come il cambiamento climatico, il turismo di massa e i danneggiamenti dovuti ai numerosi conflitti, specialmente in Africa e in Medio Oriente: tutti settori in cui l’UNESCO sta elaborando nuove strategie ed è in prima linea sul campo, come dimostrano, tra le altre iniziative, la campagna di ricostruzione di Mosul in Iraq e i numerosi interventi in Ucraina.