Si è tenuta ieri, a Palazzo Valentini a Roma, la conferenza stampa di presentazione del percorso verso il riconoscimento della città a Learning City UNESCO: la Città metropolitana di Roma Capitale, in vista della prossima scadenza fissata a metà del 2027, intende infatti proporre all’UNESCO di essere accolta nella Rete mondiale delle città che apprendono (Global Network of Learning Cities) ed ha stipulato un accordo di collaborazione con l’Università Roma Tre, in particolare con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Ateneo, per la stesura del dossier di candidatura.
All’evento “Roma metropoli che apprende. Verso la candidatura per l’adesione alla Global Network of Learning Cities” sono intervenuti il sindaco metropolitano Roberto Gualtieri e il Magnifico Rettore dell’Università Roma Tre Massimiliano Fiorucci; l’incontro è stato moderato dal giornalista Marco Damilano, e hanno partecipato anche i sindaci di tre delle learning cities italiane già riconosciute: di Torino, Stefano Lo Russo; di Palermo, Roberto Lagalla; di Brescia, Laura Castelletti che hanno presentato progetti concreti realizzati nelle rispettive città.
“L’educazione universale è condizione fondamentale per la sostenibilità, per la resilienza, per la sicurezza e la prosperità”, ha detto il sindaco Gualtieri annunciando l’avvio del percorso, e ha aggiunto “la conoscenza e l’educazione devono essere un diritto, non soltanto un dovere e la qualità dell’educazione deve essere un tema centrale. Il nostro obiettivo è quello di una Città metropolitana educante dove si deve tener conto delle specificità territoriali”. Per il rettore dell’Ateneo Massimiliano Fiorucci, l’accordo con la Città Metropolitana di Roma Capitale rappresenta per Roma Tre “motivo di grande orgoglio perché ci consente di mettere le nostre competenze di ricerca e formazione al servizio delle politiche educative metropolitane, contribuendo alla costruzione di un sistema di apprendimento permanente radicato nel territorio”.
La Global network of learning cities è stata istituita dall’Unesco nel 2013 creando una rete di comunità e di città di apprendimento permanente: oggi ne fanno parte 425 città di 91 paesi diversi. 8 di queste sono in Italia.
Foto CValletti SPQR
