L’UNESCO mappa 4.500 specie marine grazie al suo programma di DNA ambientale

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A causa dei cambiamenti climatici e del riscaldamento degli oceani molte specie marine sono costrette ad allontanarsi dai loro habitat naturali, per questo motivo è urgente comprendere e monitorare la loro distribuzione.

A tal fine l’UNESCO ha sviluppato un innovativo programma di DNA ambientale (eDNA – Environmental DNA) che, applicato in 21 siti marini del Patrimonio Mondiale di tutto il mondo, ha mappato quasi 4.500 specie marine. Tra queste, anche 120 specie elencate come vulnerabili, in pericolo o in pericolo critico nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la conservazione della natura.

Lo studio ha  anche evidenziato come, secondo uno scenario  realistico, molte di queste specie si troveranno  presto ad affrontare temperature che supereranno i limiti di tolleranza conosciuti e verranno poste potenzialmente in pericolo.

Il progetto eDNA, che ha visto la partecipazione di 250 volontari, soprattutto giovani e bambini di 19 paesi, consente di rivelare tracce genetiche di circa 100 specie marine con un campione di acqua di soli  1,5 litri. Per questo motivo fornisce un modello scalabile e accessibile che può essere applicato a tutte le numerose aree marine protette in tutto il mondo. Questo progetto rappresenta anche un passo fondamentale verso il raggiungimento dell’obiettivo “30×30” del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework,  che prevede di proteggere il 30% delle aree terrestri, delle acque interne, costiere e marine del mondo entro il 2030.

 

In foto: Parc national du banc d’Arguin (Mauritanie) Echantillonnage ADNe : Mai 2023 © Cheikh Fall