Messaggio di fine anno del Presidente Mattarella, punti salienti che riflettono il campo d’azione dell’UNESCO

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Alla Commissione Nazionale abbiamo iniziato il nuovo anno riascoltando con attenzione il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, andato in onda a reti unificate il 31 dicembre. Un messaggio di speranza rivolto a tutte le cittadine e i cittadini del nostro Paese che però non ha voluto nascondere le preoccupazioni per le numerose guerre in corso e per la violenza fisica e verbale che attraversa la nostra società, di cui sono troppo spesso vittime le donne.

Ci ha in particolare colpito che molti dei punti salienti toccati dal Presidente della Repubblica riflettono e riguardano proprio il campo d’azione dell’UNESCO, ciò che per noi costituisce un grosso stimolo a svolgere il nostro lavoro nel 2024 con rinnovato impegno e slancio ideale.

La guerra, ha ricordato Mattarella, nasce nella mentalità degli uomini e per questo rende indispensabile la cultura della pace e il riconoscerci come uguali e con pari dignità. Con il progresso della civiltà umana la guerra dovrebbe essere considerata un’eccezione e non più la regola, superando lo stato di continua competizione tra gli Stati. Occorre inoltre puntare sull’educazione alla pace nella vita di tutti i giorni, rafforzando il confronto, il dialogo e quanto c’è di comune, assicurando il riconoscimento delle ragioni dell’altro e contrastando violenza, denigrazione e odio sulla rete dove troppo spesso è travalicato il confine tra vero e falso.

Il Presidente della Repubblica ha anche ricordato la crisi ambientale sempre più minacciosa, l’obiettivo della parità di genere, il rispetto dei diritti umani, il ruolo dei giovani nella costruzione del futuro ed il processo scientifico e tecnologico citando la rivoluzione dell’intelligenza artificiale che deve rimanere umana mantenendo al centro la persona come pilastro irrinunciabile. In conclusione del suo discorso di fine anno ha posto l’accento sulla partecipazione attiva alla vita civile che va intesa come un diritto e ai valori della solidarietà, libertà, uguaglianza, giustizia e pace che la nostra Costituzione pone alla base della nostra convivenza.

L’UNESCO trova la sua ragione d’essere proprio nell’impegno a favore della pace nella consapevolezza, come recita il preambolo della sua Costituzione, che la guerra nasce nelle menti degli uomini, e che è pertanto nella mente degli esseri umani che vanno costruite le difese della pace. Lo scopo dell’Organizzazione è di contribuire alla pace promuovendo la collaborazione tra le nazioni attraverso l’educazione, la scienza e la cultura per un maggiore rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Importante è assicurare uguali opportunità di educazione per tutti, nel perseguimento senza restrizioni della verità oggettiva e nel libero scambio di idee e conoscenza. Per l’UNESCO l’educazione rappresenta uno strumento fondamentale per raggiungere la pace, combattere i fenomeni perduranti del razzismo, del linguaggio violento e del bullismo sui social media e della criminalizzazione dell’alterità nelle sue manifestazioni religiose, culturali, etniche o di genere.

Anche la crisi ambientale è al centro dell’azione dell’UNESCO con interventi a difesa della bio e geo diversità tramite le sue reti delle Riserve della Biosfera e dei Geoparchi o i siti naturali del Patrimonio Mondiale mentre il progresso tecnologico e scientifico spinge l’Organizzazione ad impegnarsi in favore dell’Open Science e ad affrontare la sfida dell’etica nell’intelligenza artificiale tramite l’adozione di specifici strumenti normativi che mirano a orientare l’azione degli Stati in questi delicati settori. Infine, il richiamo conclusivo del Presidente Mattarella ai valori fondanti della nostra convivenza deve anche essere interpretato come la linea guida dell’azione dell’Italia all’interno dell’UNESCO a sostegno del suo impegno per un mondo più pacifico, giusto, libero e solidale.